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| Cronaca

Presutti rinuncia a Report, Corsini chiede 24 ore per salvare la partenza dell’8 novembre

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Dopo la riunione ad alta tensione di ieri pomeriggio nella sala blu di via Teulada tra il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini e la redazione di Report, il caso che tiene sotto scacco la tv pubblica ha registrato una prima svolta. Giulia Presutti, designata insieme a Daniele Piervincenzi a condurre il programma al posto di Sigfrido Ranucci, ha deciso di fare un passo indietro.
In una mail inviata a Corsini ha scritto: "Caro direttore, faccio volentieri un passo indietro, nella speranza di aiutare in questo modo la trasmissione che mi ha formata e alla quale ho avuto l’onore di contribuire. Una trasmissione così amata, che tanto ha dato al pubblico e alla nostra azienda, non può impantanarsi in discussioni e scambi così piccoli, né credo che il suo futuro possa essere legato a singoli nomi e singole personalità".

Corsini, dopo aver incontrato il Comitato di redazione dell’Approfondimento insieme al segretario Usigrai Daniele Macheda, si è preso 24 ore di tempo per valutare una soluzione che scongiuri l’abbandono degli inviati e il rinvio della stagione, prevista per l’8 novembre su Rai3. Il direttore ha ascoltato le ragioni di inviati e maestranze (produzione, desk, videomaker, montatori) e ha annunciato un nuovo confronto a breve, forse già oggi. Ha spiegato che i nuovi conduttori non avrebbero avuto un ruolo di guida, restando la gestione nelle mani dei membri storici della squadra, ai quali aveva proposto – finora senza successo – l’incarico di capi autore. La redazione, sia degli esterni sia degli interni, è stata irremovibile: i volti del programma sono centrali perché lo rappresentano davanti al pubblico e devono garantire identità e indipendenza. In azienda resta la fiducia che si possa arrivare a una conduzione a rotazione. Presutti e Piervincenzi avevano tentato di partecipare all’assemblea, ma Corsini li ha fatti attendere fuori: nessun confronto diretto con i colleghi. Hanno parlato quasi tutti gli inviati, tra cui Bernardo Iovene, Paolo Mondani, Giulio Valesini, Giorgio Mottola, Giulia Innocenzi, Claudia Di Pasquale e Manuele Bonaccorsi. "Abbiamo aperto un canale di comunicazione con l’azienda, per me è positivo", ha dichiarato alla fine Danilo Procaccianti. Gli stessi inviati esterni hanno ribadito: "Vogliamo andare in onda l’8 novembre, se non sarà in Rai sarà da un’altra parte". Nel frattempo Ranucci è tornato ieri mattina in via Teulada, accolto da parte della redazione (qualcuno piangeva; gli inviati non c’erano). Il suo legale Roberto De Vita ha reso noto che la Rai, dopo aver dichiarato formalmente l’esistenza di "continue pressioni, opacità, commistione, interferenze, obiettiva incompatibilità", ha comunicato di non voler esplicitare le ragioni del provvedimento di rimozione. L’azienda sostiene di aver consegnato la documentazione richiesta, giudicata però insufficiente dai legali. "Si tratta della insussistenza di motivazioni fattuali ovvero di ragioni esplicitabili", ha proseguito De Vita. "Grave che lo faccia un datore di lavoro, ancor più grave che lo faccia un’azienda pubblica". La risposta formale di Rai, firmata dal responsabile delle risorse umane Felice Ventura e dal capo dell’ufficio legale Francesco Spatafora, parla soltanto di "rimodulazione delle mansioni e dell’organizzazione del lavoro. Non vi è necessità di chiarimento ulteriore né di supporto documentale". I legali di Ranucci (De Vita e Stefano Rossi) annunciano ricorso urgente al giudice del lavoro, invocando le norme antidiscriminazione del decreto legislativo 216 del 2003 e il demansionamento.

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