Palermo, la mafia alza il tiro: nuovo attentato incendiario alla pizzeria ''Ulisse''

Un avvertimento prima, il fuoco poi. A un mese esatto dal primo macabro segnale, i clan di Tommaso Natale tornano a colpire il ristorante-pizzeria “Ulisse” di piazza Rossi. Cinque minuti prima delle due della scorsa notte, la fiammata: un attentato incendiario in piena regola davanti all'ingresso del locale. Un attacco frontale che dimostra come i picciotti della zona stiano alzando il tiro, nel disperato tentativo di piegare chi ha deciso di non abbassare la testa.
“Sono distrutto, amareggiato, sconfortato. Non si può andare avanti così. Penso soprattutto alla mia famiglia, ce la stiamo mettendo tutta perché dobbiamo andare avanti”, sono le parole rotte dall’angoscia affidate dal titolare, Santo Girgenti, subito dopo l'attacco.
Parole che colpiscono al cuore, ma che contengono anche la dignità immensa di chi, nonostante la paura, pronuncia quel "dobbiamo andare avanti".
Questo vile attacco non ci coglie di sorpresa, ma ci riempie di rabbia. Come testata, noi di Antimafia Duemila avevamo già acceso i riflettori sulla resistenza della famiglia Girgenti. Avevamo raccontato la determinazione, il coraggio e l'onestà di questi ristoratori che, fin dal primo momento, hanno saputo pronunciare il più chiaro e netto dei “NO” al racket delle estorsioni.
Già lo scorso 7 maggio, la pizzeria “Ulisse” era finita nel mirino della criminalità organizzata insieme ad altre due attività della zona, quando davanti alle saracinesche era stata fatta ritrovare una bottiglia con liquido infiammabile. Un "trittico" di intimidazioni che mirava a seminare il terrore nel quartiere.
Ieri come oggi, avevamo denunciato quel tentativo di controllo soffocante del territorio. E ieri come oggi, torniamo a ribadire che la famiglia Girgenti non ha solo il diritto di lavorare in pace, ma rappresenta la Palermo migliore: quella che non si piega al ricatto mafioso.
La strategia della mafia è antica quanto la sua violenza: isolare per colpire. Quando Santo Girgenti dice "ce la stiamo mettendo tutta", sta lanciando un messaggio a tutti noi. Le istituzioni, le forze dell'ordine e l'intera cittadinanza attiva non possono permettere che questo grido d'aiuto rimanga inascoltato.
Non bastano la solidarietà di facciata o i messaggi di rito. Serve una presenza costante, serve un controllo asfissiante sul territorio di Tommaso Natale e serve che i cittadini palermitani scelgano, oggi più che mai, di sostenere l'economia pulita, andando a mangiare in quella pizzeria, trasformandola in un presidio di legalità.
La mafia alza il tiro perché ha paura di chi non si piega. Tutta la società civile, le istituzioni, la stampa, devono adesso stare al fianco della famiglia Girgenti, fare da cassa di risonanza alla loro onestà e a pretendere che lo Stato risponda con la massima fermezza. Perché il fuoco di questa notte non potrà mai bruciare la dignità di chi resiste.















