Orrore nel carcere della Dogaia: detenuti rinviati a giudizio per violenze sessuali e torture

Nuovi inquietanti episodi di violenza emergono dal carcere della Dogaia di Prato, dove quattro detenuti sono stati rinviati a giudizio con accuse di violenza sessuale e tortura nei confronti di altri reclusi. Le indagini della procura, guidata da Luca Tescaroli, hanno ricostruito tre distinti casi di abusi avvenuti all’interno della struttura penitenziaria, tutti emersi grazie alle denunce delle vittime.
Tra le vicende più gravi c’è quella di un detenuto italiano di 47 anni che, secondo l’accusa, sarebbe stato sottoposto per lungo tempo a vessazioni e violenze da parte del compagno di cella, un cittadino marocchino di 39 anni. L’uomo gli avrebbe provocato “acute sofferenze fisiche e un trauma psichico ‘percuotendolo abitualmente, bruciando le foto dei familiari, rovesciandogli addosso il bidone della spazzatura’”. Le umiliazioni sarebbero poi sfociate anche in costrizioni a pratiche sessuali. Il processo inizierà il 13 luglio 2026.
Ancora più drammatico, secondo gli inquirenti, il caso che coinvolge un giovane detenuto con problemi di tossicodipendenza e alla sua prima esperienza in carcere. Le violenze sarebbero avvenute tra il 12 e il 14 gennaio 2020 nella cella 111 della quinta sezione della Dogaia, dove il giovane divideva lo spazio con due detenuti, un trentasettenne originario di Salerno e un quarantottenne di Marcianise. Per giorni la vittima sarebbe stata insultata, picchiata e sottoposta a continue pressioni per soddisfare le richieste sessuali dei due uomini. Dopo le resistenze, sarebbero arrivate le aggressioni sessuali accompagnate da ulteriori percosse.
Le conseguenze fisiche e psicologiche furono pesanti: il detenuto venne ricoverato con traumi in diverse parti del corpo e con la frattura di una costola, affrontando poi una lunga convalescenza durante la quale continuò a manifestare "seri problemi psicologici". La gravità delle accuse ha portato allo svolgimento di un incidente probatorio, durante il quale la testimonianza della vittima è stata cristallizzata. Da qui il rinvio a giudizio dei due imputati, con la prossima udienza fissata per il 10 luglio.
Un terzo episodio risale invece al settembre 2023 e coinvolge un detenuto brasiliano di 33 anni accusato di aver abusato ripetutamente del proprio compagno di cella, un coetaneo originario del Pakistan. In una delle aggressioni contestate, l’uomo avrebbe svegliato la vittima nel cuore della notte colpendola con un calcio al volto, intimandole di tacere e minacciandola con un rasoio prima della violenza. Il processo inizierà il 23 ottobre.
Le inchieste aperte dalla procura di Prato sul carcere della Dogaia continuano inoltre a far emergere un quadro di forte degrado all’interno della struttura. Parallelamente proseguono anche le indagini sul traffico di droga e sull’utilizzo illecito di telefoni cellulari tra i detenuti. Solo poche settimane fa, dopo numerosi appelli rimasti senza risposta, il procuratore Tescaroli aveva ottenuto dal Dap l’installazione di reti anti-lancio per contrastare l’introduzione di materiali illegali all’interno del carcere.













