
Gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi movimenti del 50enne e i possibili contatti avuti prima dell’omicidio
La notte tra l’11 e il 12 maggio, a Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli, un uomo di 50 anni è stato ucciso durante un agguato all’interno di una zona notoriamente soggetta a tensioni e scontri tra gruppi criminali. La vittima è Antonio Mussella, noto nel quartiere campano con il nome di “’o muccuso” e già conosciuto dalle forze dell’ordine per alcuni precedenti.
Stando alle prime ricostruzioni degli investigatori, Mussella si trovava a bordo di un Fiat Doblò bianco quando sarebbe stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco esplosi da uno o più sicari. Il modo in cui tutto è avvenuto non è ancora chiaro, così come non è chiaro se i killer siano giunti sul posto a bordo di un’auto o di uno o più scooter. Il 50enne è stato inizialmente soccorso da un automobilista di passaggio, ma quando è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare, i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso dopo alcuni tentativi di salvargli la vita.
Gli investigatori, oltre alle dinamiche legate all’agguato, stanno provando anche a ricostruire la rete di contatti e appuntamenti di Mussella, nel tentativo di individuare elementi che potrebbero aiutare a comprendere i motivi che hanno scatenato la furia omicida. Al momento, attraverso una prima analisi, le modalità con le quali si è verificato l’agguato sembrano essere tipiche della criminalità organizzata. Anche per questo motivo, l’attenzione degli investigatori si starebbe concentrando sulla storica contrapposizione tra due clan di Camorra che da tempo si contendono quell’area di Napoli: il clan De Luca Bossa-Minichini e il clan De Micco.
Fonte: ANSA
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