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| Cronaca

Nel nome di Peppino Impastato: a Vittorio Veneto un incontro per educare alla legalità

AMDuemila

Dalla filiera produttiva ai danni delle droghe al cervello umano, i giovani incontrano le associazioni “Veritas Vincit” e “Falcone e Borsellino” 

Il 9 maggio 1978 veniva barbaramente assassinato da Cosa Nostra Peppino Impastato, simbolo di coraggio, libertà e resistenza contro il potere mafioso. A 48 anni dalla sua morte, il modo più autentico per onorarne la memoria resta quello di continuare a parlare ai giovani, offrendo loro strumenti di conoscenza, consapevolezza e responsabilità.
È proprio con questo spirito che oggi, a Vittorio Veneto, presso l’Istituto Tecnico Tecnologico “Città della Vittoria”, sessanta studenti delle classi seconde hanno partecipato a un’importante giornata di formazione alla legalità promossa dalle associazioni “Veritas Vincit” e “Falcone e Borsellino”.
L’incontro è stato condotto dalla psicologa Michela De Iaco e dal redattore della rivista ANTIMAFIADuemila Karim El Sadi, che hanno affrontato con i ragazzi il tema della filiera della droga e del ruolo delle mafie nel traffico internazionale di stupefacenti.
Durante la formazione è stato spiegato come il narcotraffico rappresenti ancora oggi la principale fonte economica delle organizzazioni mafiose, poiché estremamente redditizia. Con l’avvento del traffico di droga, le mafie hanno progressivamente adottato le logiche del mercato globale e del profitto, dando vita a un sistema criminale che nel mondo muove oltre 500 miliardi di dollari, circa 313 miliardi di euro: una cifra impressionante, pari a circa un quarto del PIL italiano.


impastato vitveneto int

Particolare attenzione è stata dedicata alla “filiera della droga”: dalla produzione delle sostanze alle rotte commerciali internazionali, fino alle piazze di spaccio presenti nei territori. Un percorso che ha permesso agli studenti di comprendere come il fenomeno mafioso sia profondamente intrecciato all’economia illegale globale.
Ai ragazzi è stato inoltre illustrato cosa significhi sviluppare una dipendenza da sostanze, quali siano i rischi legati al consumo di droghe e quali effetti queste abbiano sul cervello e sulla vita delle persone. Un momento di confronto importante, pensato non solo per informare, ma soprattutto per aiutare i giovani a maturare scelte libere e consapevoli.
Crediamo che la conoscenza renda liberi e permetta di fare scelte consapevoli: siamo felici di dare il nostro contributo alle nuove generazioni.”
Nel ricordo di Peppino Impastato, la lotta alla mafia continua anche così: attraverso la cultura della legalità, la formazione e il dialogo con i giovani.

Foto © ACFB

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