Maria Concetta Riina torna completamente libera: revocato l’obbligo di dimora a Corleone
La primogenita del capo di Cosa nostra Totò Riina, morta in carcere il 17 novembre 2017, non è più sottoposta ad alcuna misura cautelare. Il Gip del Tribunale di Firenze ha infatti deciso di revocare l’obbligo di dimora nel Comune di Corleone (Palermo) che gravava sulla donna di 51 anni da gennaio scorso.
Maria Concetta Riina e il marito Antonino Ciavarello restano comunque indagati per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo l’accusa, la coppia avrebbe tentato di imporre il pizzo a due imprenditori toscani, facendo leva sul cognome e sul blasone mafioso della famiglia Riina.
Il giudice ha accolto la richiesta avanzata dai difensori, ritenendo attenuate le esigenze cautelari dopo la chiusura delle indagini preliminari, nonostante il parere contrario della Procura di Firenze.
La donna, nata a Palermo durante la latitanza del padre, è figlia di Ninetta Bagarella, vedova di Totò Riina, che continua a risiedere a Corleone insieme agli altri familiari. Il provvedimento del Gip consente ora a Maria Concetta Riina di muoversi liberamente, in attesa della prosecuzione del procedimento.
Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze e condotte dal Ros dei Carabinieri, erano partite nell’agosto 2024. Gli inquirenti contestano ai coniugi di aver rivolto reiterate richieste di denaro con modalità intimidatorie tali da indurre almeno una delle vittime a cedere.
I difensori Francesco Olivieri e Tiziana Dell’Anna hanno commentato all’Adnkronos la decisione: “La revoca dell’obbligo di dimora rappresenta un importante riconoscimento della fondatezza delle argomentazioni difensive che abbiamo sottoposto al giudice. Continueremo a difendere i nostri assistiti con la convinzione che il processo consentirà di chiarire definitivamente i fatti contestati”.
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