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| Cronaca

Hydra, il boss di ‘Ndrangheta e i voti per FdI. Depositate le intercettazioni

AMDuemila

Nel processo Hydra, che indaga sul Consorzio delle mafie (Cosa nostra, ‘Ndrangheta e Camorra) attivo nel Nord Italia, sono state ufficialmente depositate quattro intercettazioni contenute in una nota dei carabinieri. Le conversazioni riguardano il sostegno elettorale offerto da Pietro Pansera, legato a Santo Crea boss di Melito Porto Salvo, e dallo stesso Crea a Luca Faraone, eletto nel maggio 2023 consigliere di maggioranza per Fratelli d’Italia nel comune di Carate Brianza. Lo riporta il Fatto Quotidiano specificando che le intercettazioni sono state annunciate ieri in aula dal pubblico ministero Alessandra Cerreti, nel corso dell’udienza in cui è stata fornita la lista dei 484 testimoni (di cui 291 della polizia giudiziaria) e dei dieci collaboratori di giustizia. Al momento Luca Faraone non risulta indagato. Secondo i carabinieri, durante un incontro in Calabria il 17 aprile 2023 tra Pansera e Crea emerge chiaramente questa volontà. Viene sottolineato che Faraone "si è sempre messo a disposizione di tutti i paesani per ogni tipo di prestazione sanitaria nell’ospedale di Monza".

Pietro Pansera, imputato nel processo ordinario e considerato il “braccio armato” del gruppo, fungeva da tramite con l’esponente del partito di Giorgia Meloni. Santo Crea, dal canto suo, esprime apprezzamento per il politico: "C’è un amico nostro” lui “è il direttore dell’ospedale di Monza (in realtà è responsabile degli affari generali, ndr). Noi lo vogliamo bene questo ragazzo” lui “si mette a disposizione". Pansera lo rassicura: "Abbiamo buone strade". Prosegue Crea: "A lui si porta Fratelli d’Italia, è un bravo ragazzo, non voglio chiamarlo". E ancora: "Per queste cose abbiamo persone pulite, belle. A noi ci fa piacere perché ci ha messo sempre a disposizione il suo lavoro, i suoi agganci, a livello di una visita, lui ha cinque, sei ospedali nelle mani. Noi lo portiamo avanti". Pansera risponde: "Poi gli faccio conoscere dove arrivano i voti". Il boss raccomanda prudenza: "Senza che ne faccia assai. Se no poi dicono: ‘Assai come mai?’ Il giusto". E conclude: "E lui si mette a disposizione. Gli dite mi ha mandato il professore". Le intercettazioni si chiudono con una riflessione di Santo Crea: "Perché questo Paese è un Paese di destra, prima c’era la Democrazia Cristina, ora c’è Forza Italia" e Fratelli d’Italia.

Secondo la Procura di Milano, questi elementi dimostrano la presenza del Consorzio mafioso anche nelle realtà politiche locali lombarde, in contrasto con la delibera dell’11 giugno del Consiglio superiore della magistratura che ha escluso la Lombardia dai territori ad alta densità mafiosa. Oltre alle intercettazioni, sono stati depositati quattro verbali di collaboratori di giustizia: tre di Francesco Bellusci, soldato della ‘Ndrangheta di Lonate Pozzolo, e uno di William Cerbo detto Scarface, manager del clan catanese dei Mazzei. Tra i testimoni figura anche Lele Mora, che riferirà dei suoi rapporti con Giancarlo Vestiti, referente del clan Senese, inclusi progetti di piattaforma e-commerce, gestione di ambulanze per dializzati e il tentativo di candidare il medico Ignazio Ceraulo con FdI. Verranno inoltre ascoltati il sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai, un assessore, un consigliere e un funzionario comunale per chiarire i rapporti con l’ala di Cosa nostra rappresentata da Errante Parrino detto zio Paolo. 

Fonte: il Fatto Quotidiano

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