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| Cronaca

Giustizia, il governo vara la riforma della Corte dei conti e modifica la responsabilità delle imprese

Via libera del Cdm: nuove regole per i magistrati contabili e revisione del decreto 231. Protestano le toghe, critiche anche dalla Cgil

AMDuemila

Ostacolare le indagini sugli sprechi di denaro pubblico e alleggerire la responsabilità delle imprese per i reati commessi nel loro interesse. Come ha scritto Paolo Frosina sulle colonne de Il Fatto Quotidiano, sono questi i due principali effetti dei provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri nell'ultima riunione prima della pausa estiva, considerati simbolici dell'impostazione del centrodestra in materia di giustizia.
Il primo riguarda il decreto attuativo della riforma della Corte dei conti, approvata tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026 e già in vigore per alcune disposizioni, tra cui il limite del 30% al danno erariale risarcibile. Con il nuovo schema di decreto, approvato in via preliminare, il governo interviene sulla riorganizzazione della magistratura contabile introducendo una netta separazione delle funzioni tra pubblici ministeri e giudici e ampliando in modo significativo i poteri del procuratore generale. 
Quest'ultimo, nominato su proposta del governo, potrà accedere in tempo reale agli atti delle Procure regionali e avocare le indagini qualora ritenga violati i criteri direttivi da lui fissati. Inoltre, nei procedimenti che riguardano amministratori locali accusati di danni erariali superiori ai dieci milioni di euro, i procuratori regionali saranno obbligati a sottoporre alla sua firma gli atti più rilevanti.
Il testo dovrà ora passare all'esame delle Commissioni parlamentari competenti per acquisire i pareri previsti, prima di tornare in Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva.
Nelle ore precedenti al via libera, l'Associazione dei magistrati contabili, già in stato di agitazione, aveva chiesto pubblicamente un rinvio dell'esame del decreto a dopo la pausa estiva. L'appello è rimasto inascoltato e il Consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento in serata.
"La compressione dell’autonomia della magistratura e dell’indebolimento delle garanzie a tutela dei cittadini" è il giudizio espresso dall'Associazione. Tra i magistrati è inevitabile il riferimento alle polemiche seguite allo stop della Corte dei conti sul progetto del Ponte sullo Stretto, anche se Elena Papa, componente del direttivo dell'associazione, precisa: "non vogliamo credere che ci sia alcun collegamento".
La discussione riprenderà in autunno e, per la prima volta, i magistrati contabili non escludono il ricorso allo sciopero. "Ogni decisione è rimessa all’assemblea", afferma il presidente Donato Centrone, che rinnova anche la richiesta di un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Da Palazzo Chigi, però, fanno sapere che un'"autorevole delegazione" della Corte dei conti ha già preso parte al tavolo tecnico che ha elaborato il decreto.
Parallelamente il Consiglio dei ministri ha approvato anche il disegno di legge richiesto da Confindustria per modificare il decreto legislativo 231 del 2001, che disciplina la responsabilità amministrativa delle imprese per i reati commessi dai propri dirigenti o manager nell'interesse dell'azienda.
La riforma punta a ridurre il rischio di sanzioni per le imprese introducendo diverse modifiche. La principale riguarda l'inversione dell'onere della prova: non sarà più l'azienda a dover dimostrare di aver adottato modelli organizzativi efficaci per prevenire i reati, ma spetterà al pubblico ministero provare il contrario.
"Manteniamo un impegno con le imprese. La responsabilità d’impresa non può trasformarsi automaticamente in criminalizzazione", ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Di segno opposto la posizione della Cgil, che esprime particolare preoccupazione per le possibili ricadute sul contrasto al caporalato. Secondo il responsabile nazionale appalti del sindacato, Alessandro Genovesi, quello introdotto dal governo rappresenta "un vero e proprio scudo che depotenzia di fatto la responsabilità organizzativa delle imprese committenti".

Fonte: Il Fatto Quotidiano 

Foto © Imagoeconomica