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| Cronaca

Da Palermo l'allarme di Conte, Schlein e Orlando: ''Si arretra nella lotta alle mafie''

A "Legami di memoria" il confronto su contrasto alla criminalità organizzata, legalità e verità sulle stragi

AMDuemila
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L'allarme per un arretramento nella lotta alla criminalità organizzata, la richiesta di rafforzare gli strumenti di contrasto alle mafie e il richiamo alla necessità di fare piena luce sulle stragi del 1992. Sono questi i temi al centro dell'iniziativa "Legami di memoria", organizzata a Palermo dal Centro studi Paolo e Rita Borsellino e dall'Arci, alla quale sono intervenuti, tra gli altri, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e l'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Leoluca Orlando.
Nel suo intervento in videocollegamento, Giuseppe Conte ha riferito le preoccupazioni raccolte da magistrati e forze dell'ordine. "Ci viene segnalato dagli inquirenti e dalle forze di polizia che si registra un arretramento nella lotta alle mafie".
Il leader del M5S ha annunciato che il tema sarà portato al tavolo del confronto con le altre forze dell'opposizione. "Porteremo le ragioni delle battaglie contro la criminalità organizzata al tavolo della coalizione, perché chi indaga ci segnala che è un momento in cui - e certamente non per loro responsabilità - si registra un arretramento nella lotta alla mafia. Sappiamo bene tutti che sono state fatte scelte e leggi che indeboliscono gli strumenti di contrasto, a partire dall'abolizione dell'abuso d'ufficio".
Anche Elly Schlein ha richiamato la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni mafiose, sottolineando che il fenomeno continua a permeare economia, istituzioni e politica.
"C'è tanto ancora da fare per contrastare le mafie e le infiltrazioni nell'economia legale, nelle istituzioni, nella politica. Bisogna alzare la guardia e i presidi di legalità. Bisogna fare il contrario delle scelte che sono state fatte in questi anni quando per esempio è stato introdotto il sub-appalto a cascata nel codice degli appalti, è stato alzato il tetto del contante, i continui attacchi ai giudici".

Per la segretaria del Pd la risposta alla criminalità organizzata non può limitarsi all'azione repressiva. "La battaglia contro la criminalità organizzata non è solo repressione, ma bisogna rafforzare il lavoro prezioso e insostituibile che ogni giorno fanno la magistratura e le forze dell'ordine, fare un'azione culturale che deve partire dalle scuole per sfidare l'omertà e l'indifferenza e fare prevenzione che significa non tagliare i fondi ai comuni, come è stato fatto, per le politiche sociali. Lo Stato deve arrivare sempre prima della mafia, non deve lasciare le persone e le imprese in difficoltà".
Nel suo intervento Schlein ha poi rivolto lo sguardo alla situazione politica siciliana, citando le numerose inchieste giudiziarie che stanno interessando esponenti dell'amministrazione regionale.
"La Sicilia attraversa una stagione difficile. Diverse inchieste stanno coinvolgendo esponenti e settori dell'amministrazione regionale. Il presidente dell'Assemblea regionale Gaetano Galvagno, gli assessori regionali Elvira Amata e Luca Sammartino, un numero di cui si fatica a tenere conto di deputati - ultimi in ordine di tempo Michele Mancuso e Riccardo Gallo Afflitto. Agli arresti, manomissioni e corruzione del normale iter nella pubblica amministrazione ultimo caso lo scandalo del Cefpas in cui risorse per la sanità venivano piegate ad interessi elettorali. E a chi governa dico non è abbastanza voltarsi dall'altra parte, perché c'è un sistema".
Pur ribadendo il rispetto della presunzione di innocenza, la leader dem ha richiamato la responsabilità della politica. "Saranno, come sempre e come è doveroso, i magistrati ad accertare responsabilità individuali nel pieno rispetto della presunzione di innocenza. Ma la politica non può limitarsi ad attendere le sentenze. Ha un dovere più alto: garantire trasparenza, prevenire le zone grigie, respingere qualsiasi ambiguità tra interesse pubblico e interessi privati, dare il buon esempio. Conta molto di più di questo che esibirsi in facili dichiarazioni stampa o passerelle".
Schlein ha inoltre espresso un riconoscimento al lavoro della Commissione regionale Antimafia siciliana. "Per questo voglio qui ringraziare il lavoro svolto dalla commissione regionale Antimafia siciliana negli ultimi 10 anni. Un lavoro non fatto di ritualità ma di puntuali analisi e presenza. Che ha offerto una lettura anche sociale del fenomeno mafioso in particolare sul nesso tra povertà educativa e reclutamento della manodopera mafiosa".
Nel corso della giornata è intervenuto anche l'europarlamentare di Avs Leoluca Orlando, che ha richiamato la necessità di proseguire la ricerca della verità sulla strage di via D'Amelio e sul depistaggio che ne seguì.
"A distanza di 34 anni dalla strage di via D'Amelio continuiamo a chiedere la verità sul più grande depistaggio della storia italiana. Un depistaggio che non è solo giudiziario ma anche istituzionale".
Secondo Orlando, "la lettura riduttiva della Commissione Parlamentare Antimafia, infatti, si configura come una grave strumentalizzazione che ha l'obiettivo di allontanare la verità su quella stagione di sangue negando la natura eversiva della mafia come sistema criminale di potere".
L'ex sindaco di Palermo ha infine ribadito il legame tra le stragi mafiose del 1992 e la necessità di continuare a cercare una piena verità storica. "La strage di via D'Amelio non può essere slegata da quella di Capaci e dalle bombe del Continente. Dobbiamo continuare a lottare nel rispetto del ricordo delle vittime e dei loro familiari, per raggiungere il diritto ad una verità storica, che purtroppo continua ad essere mortificata".


Foto © Paolo Bassani