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| Cronaca

Commesse in Anas: Denis Verdini a processo per corruzione, nuova grana per Salvini

Patteggia il figlio: secondo i pm, al centro del sistema c’erano appalti e nomine ai vertici della società delle strade

AMDuemila

Denis Verdini di nuovo nei guai. L'ex parlamentare è stato rinviato a giudizio dal gup di Roma con l’accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulle commesse Anas. L’udienza è fissata per il 16 settembre. Il giudice ha inoltre dato il via libera al patteggiamento, in continuazione, a 2 anni e 10 mesi per il figlio dell'ex senatore, Tommaso Verdini, anche lui coinvolto nell'indagine scattata dalla denuncia presentata ai magistrati di Roma da un ex dirigente della società negli ultimi mesi del 2021. Mentre uno dei manager imputati, Domenico Petruzzelli, è stato condannato a un anno e 4 mesi in abbreviato e assolto dall'accusa di turbativa d'asta. L'atto di conclusione delle indagini era stato depositato in udienza a novembre 2024. Nella tranche si contesta all'ex parlamentare il reato di corruzione in concorso con altri. Dalle carte emergerebbe un 'sistema' che ruotava intorno alla società di lobbing Inver, gestita da Verdini jr e dal socio Fabio Pileri (per cui si procede separatamente), a cui alcuni imprenditori - secondo l'accusa - si sarebbero rivolti per ottenere, in cambio di utilità, parte delle ricche commesse della società che si occupa di infrastrutture stradali e gestisce la rete di strade statali e autostrade di interesse nazionale. Secondo l'impianto accusatorio dei pm di piazzale Clodio, la Inver avrebbe 'facilitato' una serie di ditte nel partecipare e, grazie all'accesso ad informazioni riservate, vincere appalti con l'Anas, potendo contare su due dirigenti ribattezzati in una intercettazione "i marescialli che presiedono il fortino", ai quali la 'cricca' garantiva avanzamenti di carriera e conferme in posizioni apicali di Anas. Nel procedimento non sono coinvolti in alcun modo i massimi vertici dell'azienda. In questo meccanismo avrebbe ricoperto un ruolo chiave Denis Verdini, ritenuto uno "stratega" che poteva garantire sponde politiche - almeno questo è il convincimento degli inquirenti - per ottenere l'affidamento degli appalti. Nel capo di imputazione si afferma che "come contropartita della messa a disposizione delle loro funzioni" alcuni indagati "accettavano la promessa di utilità da parte di Denis Verdini, del figlio Tommaso e di Fabio Pileri, quelle di Denis Verdini e del figlio consistite nel loro intervento e raccomandazioni in sedi politiche e istituzionali per la conferma in posizioni apicali di Anas o comunque la ricollocazione in ruoli apicali ben remunerati di organismi di diritto pubblico". La notizia del rinvio a giudizio sicuramente non ha fatto sorridere Matteo Salvini, attualmente compagno della produttrice cinematografica Francesca Verdini, figlia dell’ex parlamentare. Per non parlare del fatto che le accuse della procura ai due Verdini riguardano appalti milionari all’Anas, sebbene per fatti antecedenti (o comunque poco sovrapponibili) all’arrivo del leader leghista a capo del Ministero Infrastrutture e Trasporti. La scorsa settimana una doppia inchiesta ha gettato una scure sulla Lega. La prima ha colpito una dirigente del ministero dei Trasporti, Elisabetta Pellegrini, indagata dalla procura di Belluno nell’ambito dell’inchiesta sulle olimpiadi invernali Milano-Cortina, l’altra, invece, è l’inchiesta dei magistrati di Roma sul Ponte di Messina. Nei guai è finito, tra gli altri, Giacomo Saccomanno, ex commissario della Lega in Calabria e uomo di fiducia di Salvini nonché già componente del consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina Spa.

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