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| Cronaca

Addio al comandante Alfa, il fondatore del GIS che ha vissuto nell'ombra per servire lo Stato

Dalle operazioni contro il terrorismo a quelle contro la criminalità organizzata, una vita dedicata al servizio del Paese.

AMDuemila

Il suo nome non è mai stato reso pubblico e la sua identità, come il suo volto, è rimasta protetta fino all'ultimo giorno. È morto domenica 19 luglio, all'età di 75 anni, il comandante Alfa, fondatore del Gruppo di Intervento Speciale (GIS) dell'Arma dei Carabinieri e considerato il carabiniere più decorato d'Italia. La notizia della scomparsa è stata annunciata attraverso il suo profilo ufficiale sui social, con un messaggio: “Un uomo speciale, che ha saputo donare affetto, valori e ricordi che resteranno per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo”.

Originario di Castelvetrano, in provincia di Trapani, il comandante Alfa è stato uno degli artefici della nascita del GIS, il reparto speciale istituito alla fine degli anni Settanta per affrontare gli scenari operativi più complessi: terrorismo, sequestri di persona, liberazione di ostaggi e cattura dei latitanti più pericolosi.

Tra le operazioni più celebri effettuate durante la sua lunga carriera, l'intervento durante la rivolta nel carcere di Trani del 1980, ma anche missioni internazionali e il contributo in delicate attività contro la criminalità organizzata, tra cui la liberazione di ostaggi e la protezione del magistrato antimafia Nino Di Matteo.

Dopo essersi congedato dall'Arma dei Carabinieri nel 2016, il comandante Alfa ha comunque proseguito la sua attività, dedicandosi alla formazione come istruttore, ma anche alla divulgazione, pubblicando diversi libri come Cuore di rondine, Io vivo nell'ombra, Dietro il Mephisto, Liberate gli ostaggi e Missioni segrete. Ha persino fondato l'Accademia Comandante Alfa, con l'obiettivo di trasmettere ai giovani i valori della legalità, della disciplina e del servizio allo Stato.

Negli ultimi anni aveva scelto di raccontare la propria esperienza soprattutto agli studenti. Non per celebrare le missioni più rischiose, ma per trasmettere un messaggio di responsabilità e fiducia nelle nuove generazioni.

Durante un incontro pubblico nel marzo 2018, in occasione della presentazione del libro Missioni segrete, spiegò quale fosse, a suo giudizio, la più importante lezione maturata in decenni di servizio. “Non esistono obiettivi irraggiungibili”, disse rivolgendosi direttamente ai ragazzi. “Sono tutti raggiungibili se si crede fortemente in se stessi. Non mollate alla prima difficoltà e non piangetevi addosso. Quelle energie usatele per essere ancora più testardi e determinati”.

Per Alfa i giovani hanno sempre rappresentato il vero futuro del Paese, ma anche la chiave per cambiare una società spesso segnata dalla rassegnazione. Ecco perché li ha sempre invitati a costruire il proprio domani senza rinunciare alle proprie radici, ricordando che il cambiamento nasce dall'impegno personale e dalla capacità di diventare esempi positivi.

In occasione di quell'incontro, Alfa ripercorse anche la nascita del GIS e le missioni svolte in Italia e all'estero, dai sequestri di persona in Aspromonte alle operazioni nei Balcani e in Iraq. Tuttavia, spiegava che il ricordo più importante non era quello delle onorificenze ricevute. “La soddisfazione più grande è ridare il sorriso a una persona che fino a pochi istanti prima soffriva. Liberare una bambina e riconsegnarla alla madre vale più di qualsiasi medaglia”. 

Foto © Paolo Caverzan