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| Cronaca

A Prato il tribunale è paralizzato dalla carenza cronica di personale

AMDuemila

Al Tribunale di Prato la mancanza di cancellieri e assistenti ha costretto la presidente Patrizia Pompei a rinviare tutte le 55 udienze in calendario per il 28 maggio 2026. Imputati, avvocati e testimoni non sono stati avvisati in tempo e si sono presentati regolarmente in aula, solo per essere rimandati a casa.
Il giorno precedente erano già saltate altre 28 udienze per l’assenza di un giudice impegnato in un corso, portando il totale a 83 processi rinviati in due giorni per motivi diversi. La comunicazione dell’impossibilità di svolgere le udienze è arrivata alla Procura solo il 27 maggio via e-mail, senza lasciare il tempo per gli avvisi. Gran parte del personale amministrativo era infatti impegnato a Roma in una prova per la stabilizzazione a tempo pieno e indeterminato dopo anni di precariato. I pochi cancellieri e assistenti rimasti hanno garantito solo l’assistenza alle direttissime.
I numeri della pianta organica descrivono una situazione critica: al tribunale di Prato si registra una carenza di cancellieri del 90% e di assistenti del 50%. Sono presenti un cancelliere su 6 previsti e 6 assistenti su 9. Nella Procura la carenza di personale amministrativo raggiunge il 33%. “Questi sono i problemi reali della giustizia — ha commentato il procuratore capo Luca TescaroliCi troviamo di fronte ad una situazione davvero drammatica. Quello che è accaduto è solo la punta dell’iceberg perché la macchina giudiziaria arranca tutti i giorni, costretta a fare i conti con il personale che manca. Il lavoro della Procura viene vanificato e i cittadini si vedono negare il diritto ad avere giustizia. Inutile dire che tutto questo si traduce anche in un danno di immagine della giustizia stessa”.


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Il procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli


Tescaroli aveva già lanciato l’allarme due anni fa sui rischi di ristagno dovuti alle carenze nelle cancellerie e al grave sottodimensionamento degli organici, che rischia di creare una insuperabile strettoia tra l’aumentata mole di notizie di reato e il tempestivo vaglio giurisdizionale. La Procura di Prato, definita da Tescaroli “un importantissimo crocevia di flussi migratori, affaristici, economici e criminali, con una forte presenza di associazioni mafiose italiane e straniere”, ha visto crescere i fascicoli a carico di noti dai 6.500 del 2021 ai 7.200 del 2025, su una provincia di circa 280 mila abitanti con 119 nazionalità diverse.
Nonostante ciò, le richieste di adeguamento delle piante organiche presentate al Ministero, anche a fronte dell’aumento progressivo dei reati, sono rimaste senza risposta. L’ultima integrazione di un pubblico ministero risale al 2020. Attualmente operano 7 pm più il capo (a giugno ne arriverà uno in tirocinio), mentre per 26 giudici sarebbero necessari 71 amministrativi sulla carta.

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