Strumenti di accessibilità
Skip to main content
| Cosa Nostra

Perquisizioni all’ex primario di Castelvetrano accusato di aver aiutato Messina Denaro

AMDuemila

I carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni nell’abitazione e in altri immobili nella disponibilità di Francesco Burrafato, ex primario di Chirurgia ed ex direttore sanitario dell’ospedale “Vittorio Emanuele” di Castelvetrano, 85 anni. Il medico, da tempo in pensione, è indagato per favoreggiamento aggravato nell’ambito delle indagini sulla rete di protezione della latitanza di Matteo Messina Denaro.
Secondo i magistrati della Dda di Palermo, Burrafato corrisponde al personaggio indicato nei pizzini del boss come “Parmigiano”. Il soprannome compariva già in biglietti sequestrati nel 1996, quando Salvatore Messina Denaro scriveva al fratello: "Ti mando una borsa di Parmigiano, non so cosa c’è dentro". L’indagine, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia con i sostituti Gianluca De Leo, Pierangelo Padova, Bruno Brucoli e l’aggiunto Vito Di Giorgio, ha permesso di ricostruire il ruolo attribuito al medico. In uno dei pizzini trovati nel covo del superlatitante dopo l’arresto del gennaio 2023, indirizzato alla sorella Rosalia e mai consegnato, Messina Denaro scriveva: "Ti spiego cosa devi fare, segui alla lettera ciò che ti dico: ti devi incontrare col Parmigiano, solo una volta però, e gli chiedi il prestito a lui, digli che stia tranquillo che nessuno lo vuole impaccare e che avrà restituito il tutto, o appena torna il Complicato oppure appena il Grezzo vende un suo bene che è già messo in vendita. Quindi assicuragli che stia tranquillo che gli verrà restituito il tutto".

Il boss indicava anche le modalità: "Spiegagli come ti deve dare questi 40mila. Tu con lui devi parlarci subito, appena ricevi questa mia, e gli dai tre mesi di tempo, lui in questi tre mesi ti deve mandare questi 40mila. In piccole dosi, ma a settembre deve essere tutto concluso. Deve fare dosi da 5mila euro e ogni volta li dà a Fragolina, in estate gli verrà facile vedere a Fragolina, e durante l’estate conclude il tutto". Gli investigatori hanno collegato il medico a diversi elementi accumulati negli anni. Già nel 2018 Burrafato era stato perquisito dalla polizia su disposizione della Procura di Palermo, con sequestro di computer e tablet. Era emersa un’utenza in contatto con un numero forse utilizzato da Messina Denaro agli inizi della latitanza. Inoltre, la famiglia del capomafia lo aveva nominato consulente di parte nell’autopsia sul corpo del padre di Matteo, Francesco Messina Denaro, ritrovato il 30 novembre 1998.

Per anni si era ipotizzato che “Parmigiano” fosse un imprenditore caseario o originario della provincia di Parma. Gli inquirenti ritengono invece che il soprannome derivi dal cognome Burrafato, che richiama prodotti lattiero-caseari. Le perquisizioni di oggi rappresentano l’ultimo passo di un lavoro investigativo che ha esaminato intercettazioni vecchie e recenti per ricostruire questo presunto sostegno logistico ed economico al latitante.

ARTICOLI CORRELATI

Chiesto l’arresto per le sorelle di Matteo Messina Denaro

I giudici: il medico-massone Tumbarello era “consapevole di curare Matteo Messina Denaro”

PODCAST - Duemila Secondi: il tesoro di Messina Denaro e la spirale di violenza a Palermo