Palermo, intimidazione estorsiva allo Zen: bottiglia incendiaria e richiesta di pizzo

Nel quartiere Zen di Palermo si è verificato un nuovo episodio di violenza intimidatoria legato al racket delle estorsioni. Nella notte tra il 16 e il 17 giugno 2026, ignoti hanno preso di mira il bar Cheri di via Ignazio Mormino. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli autori hanno prima fatto esplodere un petardo nel dehors del locale, provocando il danneggiamento di una vetrata, e hanno poi cosparso il pavimento con liquido infiammabile. Sul posto è stata abbandonata una bottiglia contenente benzina accompagnata da un biglietto con la scritta “5000”, chiaro riferimento alla somma di 5.000 euro pretesa come pizzo.
I titolari dell’esercizio hanno immediatamente allertato la polizia di Stato. Gli investigatori hanno effettuato i rilievi tecnici del caso e stanno verificando la presenza di eventuali telecamere di videosorveglianza nella zona che possano aver registrato immagini utili alle indagini. L’episodio presenta analogie con altri atti intimidatori compiuti di recente ai danni di esercenti nelle zone di Sferracavallo, Tommaso Natale e Isola delle Femmine, dove era stata rinvenuta analoga bottiglietta con liquido incendiario e il medesimo messaggio “5000”.
Si tratta dell’ennesimo segnale di pressione esercitato dal racket nel capoluogo siciliano. Da novembre a oggi, secondo le forze dell’ordine, sono circa una ventina le intimidazioni più o meno violente subite da commercianti, imprenditori, aziende e negozi a Palermo.
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