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Maria Concetta Riina e il marito restano a Corleone: il Riesame respinge l’appello della Procura

AMDuemila

Il Tribunale del Riesame di Firenze ha confermato l’obbligo di dimora nel Comune di Corleone per Maria Concetta Riina, figlia del boss Totò Riina, e per il marito Antonino Ciavarello. I giudici hanno rigettato l’appello presentato dalla Procura fiorentina contro l’ordinanza del Gip che, a gennaio, aveva sostituito la custodia cautelare in carcere con la misura meno afflittiva.
I due coniugi, difesi dagli avvocati Tiziana Dell’Anna e Francesco Oliveri, sono indagati per estorsione aggravata dal metodo mafioso e tentata estorsione ai danni di imprenditori del Centro Italia, in particolare in Toscana. Secondo l’accusa, avrebbero esercitato pressioni economiche, facendo leva su toni intimidatori, per ottenere denaro o beni. Almeno uno degli imprenditori avrebbe ceduto alle richieste. 
La decisione del Riesame arriva a pochi giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. In una prima fase, sia la Cassazione che lo stesso Riesame avevano ritenuto necessaria la detenzione in carcere. Successivamente, dopo l’incidente probatorio, il Gip aveva rivisto la propria valutazione, ritenendo compatibile con le indicazioni della Suprema Corte una misura meno restrittiva. Il collegio fiorentino ha ora giudicato infondati i motivi dell’impugnazione della Procura. 
L’avvocato Francesco Oliveri ha commentato l’esito: “Il Collegio ha preso atto dell’assenza di ulteriori contestazioni nell’ultimo anno e della piena osservanza delle prescrizioni imposte ai due indagati. Attendiamo ora con serenità il prosieguo del procedimento, fiduciosi che nel dibattimento si riuscirà a dimostrare l’insussistenza delle condotte contestate dalla procura”.
I due indagati rimarranno così a Corleone, paese d’origine di entrambi, in attesa del prosieguo del procedimento.  

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