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Mafia a Palermo, Salvatore Verga trasferito nel carcere di massima sicurezza

Gli investigatori stanno approfondendo il suo ruolo nel traffico di droga e nelle estorsioni

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Salvatore Verga, ritenuto dagli investigatori un esponente di rilievo della criminalità organizzata palermitana e indicato come capo della cosiddetta “banda del kalashnikov”, è stato trasferito nel carcere dell’Aquila, istituto che ospita numerosi detenuti sottoposti al regime del 41 bis. Il trasferimento sarebbe avvenuto una settimana fa. Verga, infatti, si trovava nel carcere di Oristano, in Sardegna, dove era stato sottoposto al regime detentivo previsto dall’articolo 41 bis.

Intanto, la posizione di Verga continua a essere oggetto di approfondimenti investigativi, in particolare per quanto riguarda le attività legate al traffico di droga e al controllo del territorio. Secondo quanto emerso dalle indagini che hanno portato all’applicazione di una nuova misura cautelare nei suoi confronti il 13 luglio, Verga avrebbe organizzato e controllato per circa tre anni parte delle attività legate allo spaccio di droga nel quartiere Zen di Palermo.

Gli investigatori ritengono inoltre che, durante la detenzione nel carcere di Trani, avrebbe continuato a impartire disposizioni all’esterno e a intervenire nelle attività estorsive. Le comunicazioni sarebbero avvenute attraverso telefoni cellulari introdotti illegalmente nell'istituto penitenziario. Nel corso degli accertamenti sarebbero stati individuati e sequestrati complessivamente nove dispositivi. Attraverso messaggi e videochiamate, Verga avrebbe mantenuto i contatti con alcuni uomini a lui vicini, impartendo disposizioni relative anche ad atti intimidatori nei confronti di imprenditori e commercianti. Tra gli episodi contestati figurano colpi d’arma da fuoco, incendi e il posizionamento di contenitori con liquido infiammabile. Le attività contestate si inseriscono nel territorio riconducibile al mandamento mafioso di San Lorenzo-Tommaso Natale.

Nell’operazione che ha interessato il mandamento sono stati coinvolti Salvatore Ariolo, 52 anni; Gioacchino Buzzotta, 21 anni; Gian Mattia Celestino, 21 anni; Massimiliano Clemente, 52 anni; Andrea Perugia, 38 anni; Rosario Piazza, 19 anni; Giuseppe Pirrotta, 25 anni; Baldassarre Rizzuto, 25 anni; Manuel Salamone, 34 anni; e Matteo Salamone, 38 anni. Parallelamente, nelle ultime settimane sarebbero stati registrati nuovi episodi di minaccia e aggressione nei confronti di alcuni imprenditori che hanno collaborato con gli investigatori.

Fonte: Qds.it

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Foto d'archivio © Imagoeconomica