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| Cosa Nostra

Caterina Pecora, l’ex moglie del boss Motisi: ''Una moglie le capisce certe cose''

Dopo anni trascorsi praticamente da sola con le figlie, nel 2007 ottenne il divorzio dal boss palermitano ancora latitante

AMDuemila

“Io non mi sentivo né vedova, né sposata, né suora. Non avevo più identità”. Inizia con queste parole l’intervista che Caterina Pecora, dal 2007 ex moglie del boss di Cosa nostra Giovanni Motisi, ha rilasciato ai microfoni di Repubblica. Pecora ha ottenuto il divorzio dopo 22 anni di matrimonio, quindici dei quali trascorsi praticamente da sola con le figlie. 

Una situazione che per la donna era diventata ormai insostenibile. “Non ce la facevo più. La notte non dormivo”. Quando aveva 37 anni, ha raccontato al giornalista Salvo Palazzolo, sua sorella la accompagnò anche da un neurologo. Nel frattempo continuavano le perquisizioni nella sua abitazione: “Ogni volta mi buttavano tutto per terra”, ha spiegato.

Caterina Pecora conobbe Motisi quando aveva 17 anni. Era il 1983 e lui aveva otto anni più di lei. I due si sposarono nell'ottobre del 1985. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, solo pochi mesi prima del matrimonio, Motisi, uomo fidato di Totò Riina, aveva fatto parte del commando responsabile dell'omicidio del vicequestore Ninni Cassarà e dell'agente Roberto Antiochia.

La donna ha sempre sostenuto di non essere mai stata a conoscenza delle attività criminali dell’uomo che aveva sposato. I sospetti, secondo quanto ha raccontato Pecora, sarebbero sorti con il passare del tempo. Motisi si allontanava spesso la sera. Sempre secondo quanto raccontato dalla sua ex moglie, a volte capitava anche che, prima di allontanarsi, dicesse: “Se non torno, non mi cercare”. Segnali difficili da ignorare: “Una moglie le capisce certe cose”. I dubbi, in realtà, erano comparsi molto presto. Già durante il viaggio di nozze negli Stati Uniti, racconta, aveva percepito qualcosa che non andava. Al ritorno arrivò un pensiero netto: “Ho sbagliato tutto”.

Nel descrivere la vita quotidiana con Motisi, Pecora racconta di un uomo capace di occuparsi delle necessità pratiche della famiglia, ma freddo e distante sul resto: “Non riusciva a mostrare un sentimento”.

Motisi si allontanò dalla famiglia alla fine del 1992. Pecora, durante l’intervista, ha ricordato quando i carabinieri lo avevano cercato nell'abitazione della madre e che, dopo quell'episodio, lui si era dileguato. “Quando si allontanò, i miei sospetti diventarono certezze”.

Negli anni successivi, Motisi continuò per qualche tempo a comunicare attraverso biglietti consegnati da altre persone. In alcune occasioni Pecora sarebbe stata accompagnata in automobile in luoghi dove avrebbe anche incontrato il marito.

L'ultima volta che lo vide fu il 19 ottobre 1999. “Mi fece impressione: era grosso, aveva il diabete”, ha ricordato Pecora. Da quel momento non lo avrebbe più incontrato né sentito direttamente. “Ora non so se sia vivo o morto”. Caterina Pecora ha poi precisato di non sapere dove si trovi oggi Motisi e si è persino chiesta se possa essersi costruito un'altra vita: “Chissà se si è rifatto un'altra famiglia, magari lontano”.

Anche osservando l'immagine di Motisi invecchiata artificialmente dalla Polizia Scientifica, Pecora ha spiegato di non essere certa che riuscirebbe ancora a riconoscerlo. Ma soprattutto non vuole più vivere pensando al passato. Il giudizio sul matrimonio è netto: “Che matrimonio fu? Tutto un bluff”. 

Fonte: la Repubblica

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