Strumenti di accessibilità
Skip to main content
| Cosa Nostra

Appello sull'omicidio Agostino-Castelluccio: Scotto citato a giudizio

Udienza davanti alla Corte di Assise d’Appello di Palermo il 25 maggio 2026

Luca Grossi

La Corte di Assise d’Appello di Palermo ha disposto la citazione in appello di Gaetano Scotto, boss mafioso condannato all’ergastolo in primo grado per il duplice omicidio di Nino Agostino e Ida Castelluccio. L’udienza è fissata per il 25 maggio 2026 alle ore 9.30, presso il Palazzo di Giustizia del capoluogo siciliano.
Il decreto di citazione, emesso dalla Seconda Sezione, riguarda la sentenza pronunciata il 7 ottobre 2024 dalla Corte di Assise di Palermo (Sezione I). Quel provvedimento ha dichiarato Scotto colpevole del reato a lui ascritto, escludendo – limitatamente all’omicidio di Ida Castelluccio – l’aggravante della premeditazione. Per questo è stato condannato all’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi.
L’omicidio risale al 5 agosto 1989, a Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo. Un commando mafioso uccise l’agente di polizia Nino Agostino, 28 anni, e la moglie Ida Castelluccio, 19 anni (incinta). I due furono raggiunti da colpi di pistola all’ingresso dell’abitazione dei genitori di lui. Il caso, rimasto irrisolto per decenni tra depistaggi e silenzi, ha segnato la storia della lotta alla mafia.
La Corte di primo grado ha ritenuto Scotto responsabile del duplice omicidio, escludendo la premeditazione solo per la morte della giovane moglie e riconoscendola invece per quella dell’agente. Le motivazioni, depositate entro 90 giorni dalla pronuncia, hanno evidenziato il movente mafioso: Agostino era impegnato nella ricerca di latitanti di Cosa nostra, attività svolta anche fuori servizio e ritenuta pericolosa per l’organizzazione.
Scotto è stato inoltre interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, sottoposto a interdizione legale e dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale.
Hanno proposto appello la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Palermo, la difesa di Scotto (avvocati Giuseppe Scozzola e Giuseppe D’Acqui) e diverse parti civili rappresentate da vari legali, tra cui Fabio Repici, Claudio Alongi, Salvatore Modica, Giustino Ferraro ed Enrico Bennici. Tra le parti civili figurano i familiari di Agostino e Castelluccio, oltre a enti istituzionali e associazioni antimafia.

ARTICOLI CORRELATI

Processo Madonia, Nino Agostino: ''A conclusione dell'udienza resta tanta amarezza''

Omicidio Agostino: avvocato Repici ingiustamente rinviato a giudizio per calunnia

Caso Agostino: la Cedu dichiara ammissibile ricorso presentato dai familiari

Processo Agostino, per la Cassazione su Madonia ''materiale frammentario e friabile''

Quello che non convince sulla sentenza Agostino: perché fu anche un delitto politico