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Voto di scambio: arrestato nuovamente Franco Alfieri, ex collaboratore del presidente de Luca

AMDuemila

Al centro delle indagini anche consiglieri comunali di maggioranza di Capaccio Paestum e imprenditori locali

Arrestato lo scorso ottobre per turbativa d'asta, Franco Alfieri ex collaboratore del presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca è nuovamente finito in manette con l’accusa di aver concesso il mantenimento di uno stabilimento balneare in cambio di una raccolta voti per la candidatura a sindaco di Capaccio Paestum, nel Salernitano. Alfieri, ex presidente della Provincia di Salerno ed ex primo cittadino di Capaccio Paestum, è stato arrestato durante un blitz antimafia condotto tra Campania e Abruzzo. Sono in totale dieci gli indagati a cui sono contestati a vario titolo i reati di voto di scambio elettorale politico mafioso, detenzione e cessione di armi da guerra da sparo, favoreggiamento personale, estorsione aggravata dal metodo mafioso e tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso.


Il voto di scambio e l’attentato dinamitardo

Al centro del blitz richiesto dalla Direzione distrettuale antimafia e ordinato dal tribunale di Salerno ci sono Torchiara, Capaccio Paestum, Terni, Baronissi. E poi Sulmona, intorno a L’Aquila. Al centro delle indagini ci sarebbero anche consiglieri comunali di maggioranza di Capaccio Paestum e imprenditori locali. Tra questi Roberto Squecco, condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso perché esponente del clan Marandino e noto per aver organizzato una sfilata di ambulanze locali per festeggiare la vittoria delle elezioni comunali di Alfieri. Nel mirino degli investigatori ci sarebbe infatti la candidatura di Franco Alfieri a sindaco di Capaccio nel 2019. L’ex primo cittadino avrebbe promesso a Squecco e alla sua ex moglie Stefania Nobili il mantenimento del lido Kennedy, sequestrato e già in parte demolito per motivi di sicurezza. Per evitare l’abbattimento completo, l’imprenditore avrebbe utilizzato le sue conoscenze (in particolare un vigile urbano e un dipendente del comune) per arrivare a Mariarosaria Picariello, assessora dimissionaria alle Politiche sociali, e minacciarla. Queste minacce furono immediatamente riferite ad Alfieri, contro cui Squecco avrebbe poi commissionato ad alcuni pregiudicati di Baronissi un attentato dinamitardo. "Domandate a Franco Alfieri dove vuole fare la guerra…”. Squecco ha "armi a sufficienza per distruggere la Russia": questo il tenore delle minacce che l'assessora salernitana di Capaccio-Paestum Mariarosaria Picariello si è sentita dire da due indagati arrestati oggi.

Foto © Imagoeconomica