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Torre Annunziata, lo Stato commissaria il Comune: ''Condizionamenti da parte della Camorra''

Dalle “troppe ombre e poche luci” denunciate dal procuratore alle indagini sui rimborsi: secondo commissariamento in 4 anni

Giuseppe Cirillo

Per il governo non si è trattato di semplici anomalie amministrative. Nei Comuni di Sarno e Torre Annunziata il condizionamento esercitato dalla criminalità organizzata avrebbe inciso profondamente sulla gestione della cosa pubblica, fino a compromettere il regolare funzionamento degli enti e portare allo scioglimento dei rispettivi consigli comunali per infiltrazioni camorristiche. 

Nel caso di Torre Annunziata, il provvedimento è arrivato dopo settimane particolarmente turbolente. Appena un mese fa, il sindaco Corrado Cuccurullo aveva rassegnato le dimissioni dopo il durissimo intervento del procuratore Nunzio Fragliasso, pronunciato durante una cerimonia che ha dato avvio alla demolizione di Palazzo Fienga, lo storico fortino del clan Gionta, nonché simbolo del potere della Camorra sul territorio. Fragliasso ha parlato apertamente di una realtà caratterizzata da “troppe ombre e poche luci”, denunciando opacità, contiguità con la criminalità organizzata e persino presunte illegalità all'interno dell'amministrazione comunale. Proprio la demolizione di Palazzo Fienga avrebbe dovuto rappresentare un momento di svolta, l'anno zero di una città che ha ancora molto da ricostruire.

Recenti sono anche le notizie che hanno portato alla luce le anomalie amministrative che avrebbero alimentato il clima di sfiducia attorno all'ente comunale torrese. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno scoperchiato un presunto sistema che non riguarda direttamente rapporti con i clan, ma un utilizzo illecito dei rimborsi riconosciuti ai consiglieri comunali lavoratori. Secondo gli investigatori, alcuni amministratori avrebbero sfruttato un meccanismo previsto dalla legge per svolgere attività istituzionale, gonfiando o simulando assenze lavorative e trasferte per ottenere rimborsi pubblici non dovuti.

In questo contesto, tra gli episodi più rilevanti vi sarebbe quello che riguarda Fabio Giorgio, capogruppo del Partito Democratico, che avrebbe percepito oltre 14 mila euro di rimborsi tra aprile e luglio 2025 attraverso un rapporto di lavoro ritenuto sospetto: un impiego presso una federazione sindacale di Civitavecchia che, agli investigatori, sarebbe apparso sostanzialmente fittizio e finalizzato a consentire l'accesso ai rimborsi comunali.

Insomma, la presunta vicenda legata al capogruppo del Partito Democratico di Torre Annunziata, assieme ad altre situazioni analoghe, sembra confermare quelle “ombre” e quelle criticità amministrative denunciate pubblicamente dal procuratore Fragliasso durante la demolizione di Palazzo Fienga.

Ad ogni modo, tornando allo scioglimento del consiglio comunale torrese, il secondo in soli quattro anni, le motivazioni che lo accompagnano, nel loro insieme, potrebbero effettivamente delineare un quadro di condizionamento tale da giustificare l'intervento straordinario dello Stato. Stando a quanto trapelato da Repubblica, le motivazioni dello scioglimento affrontano diversi aspetti della gestione amministrativa. Sarebbero presenti, infatti, riferimenti a nomine, rapporti di parentela, gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata e persino ad alcuni eventi religiosi tradizionali considerati vulnerabili alle interferenze dei clan, come la processione della Madonna della Neve, che si celebra il 22 ottobre di ogni anno. Uno dei momenti più partecipati e sentiti dal popolo torrese, e non solo.

Per i prossimi diciotto mesi Torre Annunziata sarà guidata da una commissione straordinaria nominata dal governo. Il compito dei commissari sarà quello di ripristinare condizioni di piena legalità amministrativa e ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Insomma, se la demolizione di Palazzo Fienga ha segnato la fine di un simbolo della Camorra, lo scioglimento del Comune dimostra che la sfida più difficile potrebbe essere quella di liberare definitivamente la macchina amministrativa da ogni forma di condizionamento all'interno di un territorio come Torre Annunziata, certamente non facile da governare.

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Foto © Imagoeconomica