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Euro falsi e Camorra, sei arresti: colpita la rete del ''Gruppo Napoli'' in Europa

Perquisizioni in Germania, Italia e Spagna. Sequestrate armi, droga e banconote contraffatte di origine italiana

Giuseppe Cirillo
antimafiaduemila

Sono sei le persone arrestate a seguito di un’operazione internazionale coadiuvata da Europol e che ha visto il coordinamento dell'Ufficio di Polizia Criminale dello Stato tedesco del Baden-Württemberg e della Procura di Stoccarda. Gli investigatori hanno ricostruito una rete composta da cinque cittadini italiani e un cittadino turco, colpendo una rete criminale sospettata di essere direttamente collegata alla Camorra napoletana e coinvolta nella produzione e distribuzione su larga scala di banconote in euro contraffatte.

Le indagini hanno interessato Germania, Italia e Spagna e, oltre all’esecuzione dei sei mandati di arresto, hanno portato a perquisizioni simultanee in ben 16 proprietà residenziali e commerciali. Il gruppo è accusato principalmente di aver prodotto e fornito banconote false, ma di elevata qualità, destinate ad altre organizzazioni criminali attive soprattutto tra Germania e Spagna, dove il denaro sarebbe poi stato immesso in circolazione con centinaia di migliaia di euro in banconote contraffatte.


L'indagine partita dalla Germania

L'inchiesta ha avuto origine dall'arresto, nel novembre 2021, di un cittadino italiano di 47 anni nel Baden-Württemberg, destinatario di un mandato di arresto internazionale emesso dalle autorità italiane. L'uomo era accusato di appartenenza alla Camorra e di coinvolgimento in attività di contraffazione, riciclaggio di denaro e traffico di droga. Estradato in Italia nel 2022 e successivamente rilasciato, avrebbe infatti mantenuto i contatti con altri soggetti finiti sotto osservazione degli investigatori. Tra questi figurano anche persone legate alla gestione di ristoranti nell'area di Stoccarda, sospettate di aver facilitato alcune delle attività illecite della rete.

Con le indagini successive, gli investigatori sono riusciti a ricostruire anche i collegamenti tra le persone coinvolte e il sistema di approvvigionamento e distribuzione delle banconote contraffatte. Le forze dell'ordine hanno perquisito 16 immobili situati a Stoccarda e nel distretto di Rems-Murr, in Germania, a Napoli e a Gran Canaria, in Spagna.

Per quanto riguarda la Germania in modo particolare, sono state sequestrate due pistole detenute illegalmente con relative munizioni, oltre a banconote contraffatte di origine italiana riconducibili al cosiddetto “Gruppo Napoli”. Gli investigatori hanno sequestrato anche sostanze stupefacenti, telefoni cellulari e diversi dispositivi destinati all'archiviazione di dati.

Per il proseguimento delle indagini, Europol ha inviato due esperti a Napoli e Stoccarda per fornire supporto tecnico alle autorità coinvolte. Attraverso la collaborazione tra Europol e le autorità italiane e tedesche, è stato possibile confrontare le diverse informazioni raccolte durante le indagini e contenute all’interno dei propri database. L’indagine, sostenuta anche dalla @ON Network, rete finanziata dall'Unione europea e guidata dalla Direzione Investigativa Antimafia italiana, ha inoltre visto il contributo dell’Agenzia europea nel fornire assistenza attraverso le proprie capacità di analisi finanziaria.

Alle attività hanno infatti partecipato, per la Germania, l'Ufficio di Polizia Criminale dello Stato del Baden-Württemberg e la Procura di Stoccarda; per l'Italia, l'Unità Antifalsificazione Monetaria dei Carabinieri e la Procura della Repubblica di Napoli; per la Spagna, la Policía Nacional.

Il collegamento con la Spagna e le banconote del “Gruppo Napoli”

La presenza in Spagna di banconote contraffatte riconducibili al cosiddetto “Gruppo Napoli” emerge anche da un'altra indagine condotta in Catalogna. In questo caso, l'attenzione degli investigatori si è concentrata non tanto sulla produzione del denaro falso, quanto sulla sua immissione nei normali circuiti commerciali.

I Mossos d'Esquadra, in pratica la polizia autonoma della Catalogna, soltanto pochi giorni fa hanno arrestato a Badalona, nell'area metropolitana di Barcellona, sette persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, quattro donne e tre uomini, accusate di utilizzare banconote false da 100 euro che gli investigatori collegano alla produzione clandestina napoletana riconducibile, appunto, alla Camorra.

Il gruppo avrebbe utilizzato il denaro contraffatto per effettuare acquisti in diversi esercizi commerciali. Addirittura, secondo le ricostruzioni investigative, alcune operazioni avrebbero coinvolto persino dei minorenni, utilizzati per distrarre il personale dei negozi e facilitare così il pagamento con le banconote false. Un’indagine, quella catalana, iniziata ai primi di gennaio, dopo che la polizia aveva registrato un aumento delle denunce relative all'utilizzo di banconote false da 100 euro negli esercizi commerciali di Badalona e Sant Adrià del Besòs. Gli investigatori dell'Unità Centrale di Contraffazione di Valuta hanno quindi realizzato una mappa dei luoghi nei quali il denaro veniva utilizzato, individuando episodi anche a Santa Coloma de Gramenet e nella città di Barcellona.

Le banconote da 100 euro del “Gruppo Napoli”

A collegare i due scenari investigativi è soprattutto la tipologia di denaro contraffatto. Infatti, secondo gli investigatori spagnoli, queste contraffazioni sono tra le più diffuse in Catalogna e nel resto della Spagna e sarebbero prodotte in tipografie clandestine controllate dalla criminalità organizzata campana.

Si tratta di riproduzioni della vecchia serie delle banconote in euro, particolarmente difficili da riconoscere a prima vista per la qualità della stampa e per l'imitazione di alcuni elementi di sicurezza. Uno dei particolari che può permettere di distinguerle riguarda il valore nominale stampato sul retro: nelle banconote autentiche l'elemento cambia colore quando il biglietto viene inclinato, mentre nelle contraffazioni individuate dagli investigatori questa variazione cromatica non avviene correttamente.

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