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Camorra, minacce nel cantiere con il cartello antiracket: imprenditore denuncia

Vittima finge di aver già pagato e guadagna tempo, poi si presenta dai carabinieri per denunciare l’accaduto

AMDuemila

Avevano esposto un cartello antiracket nel cantiere, ma non è bastato a tenere lontane le minacce. È quanto accaduto a un’impresa di Giugliano impegnata nella costruzione di 60 appartamenti a Caivano. La vicenda è emersa insieme all’inchiesta che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di 34 persone nell’ambito delle indagini sul clan Angelino. L’operazione è stata condotta dai carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, guidata dal procuratore Nicola Gratteri. 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la ditta lavorava a Caivano dal novembre del 2023 e stava realizzando tre lotti residenziali. Nel cantiere era stato esposto fin dall’inizio un cartello che indicava l’adesione alle iniziative antiracket. Questo, però, non avrebbe fermato gli uomini che pretendevano il pagamento del pizzo.

Il 5 marzo 2024, secondo il racconto successivamente fatto dall’imprenditore ai carabinieri, quattro persone si presentarono al cantiere. Due rimasero all'interno di un veicolo, mentre altre due arrivarono a bordo di uno scooter. Questi ultimi entrarono nel cantiere e uno di loro estrasse una pistola, puntandola contro un carpentiere. Il messaggio rivolto agli operai fu chiaro: dovevano interrompere i lavori e rivolgersi a “chi di dovere”.

Attraverso le intercettazioni è emersa anche la preoccupazione delle persone indagate. Questo perché il responsabile del cantiere, davanti alle minacce e alle richieste di pagamento, avrebbe riferito di aver già pagato. Una risposta che avrebbe insinuato dubbi tra gli stessi uomini del clan, impegnati a capire chi avesse potuto riscuotere senza dire nulla.

Tuttavia, il pagamento non sarebbe mai avvenuto. Le parole pronunciate dal responsabile del cantiere edile sarebbero servite a guadagnare il tempo necessario per procedere con la denuncia relativa alla richiesta estorsiva agli organi competenti. E così è stato. Poco dopo aver ricevuto le minacce, l’imprenditore si è presentato presso il comando dei Carabinieri di Castello di Cisterna per denunciare l’accaduto, raccontando nei minimi dettagli ogni particolare.

Peccato che la decisione presa dal responsabile del cantiere edile sembri essere più un’eccezione che una tendenza. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, la ditta in questione sarebbe stata l’unica tra quelle raggiunte dalle minacce estorsive a decidere di denunciare l’accaduto. Gli altri avrebbero infatti deciso di tacere e di pagare le somme chieste dagli uomini del clan Angelino.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Foto © Imagoeconomica