Aveva rifondato il clan una volta scarcerato: chieste condanne per quindici indagati

Il pm della Dda di Napoli Francesca De Renzis ha chiesto quindici condanne al gup per diverse estorsioni e per lo spaccio di droga del clan guidato da Francesco Ullero, ex affiliato alla Nco di Raffaele Cutolo ed egemone nel territorio tra Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito e Crispano.
Secondo la ricostruzione della Dda, Francesco Ullero, appena scarcerato e tornato libero sul territorio nel 2020 avrebbe riorganizzato il sodalizio criminale composto sia da suoi familiari sia da fedelissimi di vecchia data. Le indagini hanno documentato diversi episodi di estorsione ai danni di imprenditori e commercianti costretti a presentarsi al cospetto del boss e piegarsi alle sue pretese con “rassegnata sottomissione”. Il processo si svolge con la formula del rito abbreviato. Queste le pene richieste dall’accusa: 17 anni per Rocco Chianese; 17 anni per Giuseppe De Simone, 46enne originario di Caserta; 15 anni per Vincenzo Mele; 14 anni per Antimo Ronga, 32enne di Maddaloni; 15 anni per Nicola Barra; 13 anni per Giovanni Cipolletti; 12 anni per Luigi Tornatelli; 11 anni per Vincenzo Avverso; 11 anni per Domenico Iavarone; 11 anni per Antonietta Capasso; 10 anni per Dario Capasso, 36enne originario di Caserta; 10 anni per Carlo Ullero; 6 anni e 8 mesi per Gaetano Cimmino; 6 anni per Concetta Ullero; 9 anni per Carmine Polito. Le indagini, inoltre, hanno fatto luce pure sulla rete dello spaccio gestita dal sodalizio che avrebbe avuto anche la disponibilità di armi. Episodi che, secondo l’antimafia, sarebbero indicativi di una vera e propria scelta di vita mafiosa e un’adesione ai fini e ai metodi della consorteria. Tra i fatti oggetto del processo anche alcuni ‘cavalli di ritorno’, tra cui anche quello di un’auto rubata a Casaluce.















