Garlasco batte via d’Amelio: perché preferiamo il delitto alla verità di Stato?
In questi giorni, con l’avvicinarsi delle commemorazioni delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, abbiamo fatto un piccolo esperimento...
In questi giorni, con l’avvicinarsi delle commemorazioni delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, abbiamo fatto un piccolo esperimento durante alcuni eventi pubblici. Abbiamo chiesto, per alzata di mano, quanti sapessero cosa fosse l’agenda rossa di Paolo Borsellino e quanti invece conoscessero i nomi di Alberto Stasi e Andrea Sempio.
Il risultato è stato imbarazzante. Nella stragrande maggioranza dei casi, pochissimi hanno alzato la mano per l’agenda del magistrato, mentre quasi tutti conoscevano i protagonisti del delitto di Garlasco. Qualcuno obietterà: “Ma in questo periodo ci sono le nuove indagini su Sempio, è cronaca odierna”. In realtà, anche il mistero dell’Agenda Rossa è tornato prepotentemente alla ribalta in questi giorni, ma solo nelle aule di tribunale e sulle colonne di poche testate specializzate o in rare trasmissioni TV come nella puntata odierna (24/05/26) di Report, per esempio.
Sarebbe bello vedere la stessa attenzione mediatica riservata alle “stragi di Stato”, che hanno delle conseguenze nelle vite di tutti, rispetto a quella data a delitti di cronaca nera, che invece non ci toccano collettivamente. Sarebbe interessante…
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