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Congratulazioni a Luana Ilardo, laureata in Criminologia

AMDuemila

L'omicidio di Luigi Ilardo, collaboratore di Stato

Con questa pubblicazione vogliamo congratularci con Luana Ilardo, figlia di Luigi Ilardo (ucciso, il 10 maggio 1996, prima di divenire definitivamente collaboratore di giustizia), per la laurea in criminologia. Il coronamento di un sogno dopo tanti sacrifici ed un percorso di lotta nella ricerca della verità sulla morte del padre.
Siamo qui a pubblicare i suoi ringraziamenti. 



"E ora nel silenzio della mia casa, arriva il più che doveroso momento dei ringraziamenti.

Mi scuso anticipatamente per la lunghezza ma mi scuso ancor di più se ho dimenticato qualcuno che non andava dimenticato.

Questa tesi la dedico principalmente a mio padre, che da trent’anni mi guarda e mi protegge da lassù.

Lui per noi figli nutriva tanti desideri e coltivava molte aspettative, che completassimo gli studi e che ci potessimo affermare lavorativamente.

Per tenere fede alla sua aspirazione e nonostante i miei 45 anni, (l’età di mio padre quando morì…) ho realizzato, sia pure con grandi sacrifici, il suo, quanto il mio sogno, conseguire la laurea.

Questo traguardo lo dedico a mia figlia Carlotta, la mia forza, la mia ragione assoluta di vita, sperando che possa comprendere che nella vita non è mai troppo tardi per inseguire i propri sogni e le proprie ambizioni e che la perseveranza, il sacrificio e le rinunce ripagano sempre.

Lo dedico ai miei fratelli, che sono il bene più prezioso che mi ha lasciato mio padre, l’amore che lui non mi ha potuto dare e il suo viso, che ritrovo nei loro volti ogni volta che sento terribilmente la sua mancanza.

Ai miei nipoti Swami, Helena, Ambra e Nathan Luigi, che in occasione della loro nascita mi hanno fatto provare sensazioni di vera felicità, difficilmente avvertiti così intensamente nella mia vita.

Lo dedico a mia sorella Francesca, da sempre mia compagna di vita, l’esatta metà del mio corpo e della mia anima, che ha vissuto e condiviso con me gli anni più bui della nostra esistenza a causa dello stesso “danno “subito e vissuto.

La dedico a Salvatore Borsellino che mi ha ridato la speranza, che mi ha fatto superare la solitudine di chi si ritrova a lottare contro un “sistema” e contro tutti quei “personaggi”, che avrebbero intimorito il più forte e coraggioso dei combattenti. A lui che mille volte ha asciugato le mie lacrime, che rigavano il mio viso, ma soprattutto la mia anima, implorandomi di non rassegnarmi e di continuare a lottare, non solo per la ricerca e l’affermazione della verità riguardo la morte di mio padre, ma anche per quella di tutte le persone che hanno subito i nostri stessi torti, vessazioni e dolori.

Ringrazio la viceprefetto Rosaria Giuffré, per me semplicemente Sarita, per avermi aiutata nella correzione di questa tesi, per avermi sorretta e moderata nel corso della compilazione, nei momenti di particolare emotività, che mi spingevano a manifestare la rabbia e il risentimento nel raccontare i fatti che mi tormentano, facendomi comprendere che la Verità non si nutre di sentimenti personali, ma di Giustizia.
La ringrazio ancora per avermi accordato in questi anni la sua piena e incondizionata fiducia, da lei riservata a poche persone nella sua vita; una conoscenza avvenuta per l’imperscrutabile volere del fato e che si è consolidata in una scelta di sostegno reciproco, con aiuto concreto a me e mia figlia nei momenti di bisogno.

Ringrazio il commissario di Polizia Mario Ravidà, che mi ha accompagnato in questi anni di dura e infinita lotta nel tentativo di affermare la verità sui fatti più oscuri di questo Paese, e sua moglie Ornella Vitulano, che, con amore filiale, hanno attraversato con me il mio mare in tempesta e di me e Carlotta si sono sempre occupati con amore, impegno e dedizione.

Ad Anna Vinci per aver condiviso un momento importante della mia vita con la scrittura del libro su papà Omicidio di Stato.

Ringrazio l’ispettore di Polizia Alessandro Scuderi per essere stato sempre presente nella mia vita da quel nefasto 10 maggio ’96 e per avermi forgiata e fatto diventare la donna retta che sono oggi, insegnandomi che la giustizia e la legalità sono dei valori, che, seppur spesso calpestati, devono essere nostro patrimonio inalienabile, diversamente si darebbe vittoria a chi li ha traditi.

Ringrazio i signori Gerly Manzella, che in questi ultimi anni hanno fatto sentire me e mia figlia parte di una famiglia che ci è sempre mancata, occupandosi di noi quotidianamente con un affetto filiale.

Ringrazio i tantissimi compagni di lotta, in special modo Stefano Baudino, Heiner Koenig, Leonardo Minnozzi e Matteo Bettini, che mi hanno sempre sostenuto e soprattutto nei momenti più bui, quando l’unica cosa che avrei voluto fare era sparire dal mondo per buttarmi alle spalle la dolorosa storia familiare, che ha fortemente segnato ed ipotecato la mia vita.

A Bongiovanni Guglielmo per aver arbitrariamente creato e occuparsi quotidianamente della gestione del sito dedicato al mio papà.

Ringrazio il maresciallo Saverio Masi, che ha calpestato la stessa terra e le orme di mio padre nel tentativo di giungere alla cattura di Bernardo Provenzano, e che per questo ha pagato un prezzo altissimo. Lo ringrazio anche per il sostegno morale nei momenti di profondo sconforto, dovuti alla giustizia negata, ricordandomi che esiste una giustizia divina e che sono figlia di un uomo che ha mostrato coraggio come pochi altri.

Ringrazio il generale Michele Riccio per la sua tenacia nel continuare a combattere la mia stessa battaglia, mantenendo vivo il ricordo della esperienza professionale vissuta con mio padre, con cui ha condiviso (in modo folle... ma coerente) la volontà di servire lo Stato.

Ringrazio i grandi magistrati che non si sono mai piegati e men che meno arresi a questo “sistema”, che ha gestito e tirato i fili di un potere occulto sulla scia di fiumi di sangue innocente.

Un sentito ringraziamento va, in particolare, ai dottori Antonino Di Matteo, Antonio Ingroia, Sebastiano Ardita, Luca Tescaroli, Roberto Scarpinato, Giuseppe Lombardo, Nicola Gratteri, Pasquale Pacifico, agli appartenenti alle Forze dell’Ordine e alle Istituzioni, che hanno contribuito a fare luce sull’omicidio di mio padre; li ringrazio ancor di più per aver superato, una volta conosciutami, ogni sorta di pregiudizio nei miei confronti, che potesse gravare negativamente;
che possa il buon Dio darvi sempre la forza di superare le resistenze, le diffamazioni e le minacce con il coraggio e la fermezza, che vi ha sempre contraddistinto.

Al super uomo, padre, marito, avvocato Gianni Nicotra (in nuova veste di professore causa mia…) per aver perso interi pomeriggi con me spiegandomi sapientemente e facendomi amare le fondamenta del diritto romano e della procedura civile.

Ai miei avvocati ancora grazie per avere creduto in me e per avere sostenuto la mia ostinazione nonostante il rischio insito nella volontà di andare avanti sempre e comunque.

All’avv. Luigi Li Gotti per aver sposato la mia causa ed essere stato prezioso nelle ricerche di alcune sentenze utilizzate nella tesi.

A Giorgio Bongiovanni, l’angelo in Terra, che Dio e mio padre mi hanno mandato da lassù, per proteggermi ed aiutarmi a loro posto, in ogni necessità e la sua splendida squadra di Antimafia Duemila.

A Rosario Cunsolo per la fiducia accordatami e avermi voluto come segretario e membro del direttivo della sua associazione “Libera Impresa Antiracket e Antiusura”.

A Veronica Succi con cui coltivo un altro sogno da realizzare.

Ad Alessandro, mio compagno di vita, che possa regalarmi la meritata serenità che sto ancora cercando.

Ai miei amici di sempre e a tutte le persone, che hanno creduto sempre in me anche quando io stessa faticavo a farlo.

palmegiani armando prof xE, infine, un sentito grazie al professore/dottore Armando Palmegiani, che dall’alto della sua esperienza, mi ha accompagnata in questo percorso e che autorizzandomi alla scelta del titolo di tesi mi ha permesso di poter fare ancora oggi, un regalo al mio amato papà.

E poi, ringrazio tutti, ma dico tutti VOI, che da anni mi sostenete incondizionatamente, sapendomi regalare parole di sostegno e conforto quando, io smarrita più che mai, mi sento distrutta e sopraffatta da tutto e da tutti.

Grazie per aver trovato un secondo della vostra preziosa vita anche in giornate particolari come oggi, da dedicare a me, che senza voi, ben poco sono.

Sono certa che da lassù, seduto su una stella, mio padre mi starà guardando, e oggi, più che mai, mi starà sorridendo… e mi starà chiamando "mio pulcino".

Ed io, di rimando, rispondo: “Tuo pulcino, per sempre”

Buonanotte.

Tratto da: Facebook

Rielaborazione grafica di copertina by Paolo Bassani

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