Nei giorni scorsi il partito di Carlo Calenda (in foto) ha presentato una proposta di legge per colpire la “propaganda russa” in Italia (rievocando tra l’altro il reato, un tempo punito, di ‘intelligenza con il nemico’) includendo tra i propagandisti al servizio del ‘nemico’ anche alcuni intellettuali italiani che si sono permessi di criticare le scelte europee di armare il governo ucraino senza mettere in campo alcuna seria iniziativa diplomatica che possa portare ad interrompere il conflitto in corso. Conflitto che, pur iniziato formalmente con il tentativo di invasione da parte della Russia, risale però a molti anni addietro e affonda le radici in quella espansione ad est della Nato difficilmente negabile, Nato le cui ragion d’essere avrebbero dovuto perlomeno essere messe in discussione dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia, ma così non è stato. Così la logica della guerra si è imposta ancora una volta e per i governi europei, alleati dell’Ucraina di Zelens’kyi il nemico è la Russia di Putin e specularmente per la Russia di Putin il nemico è l’Ucraina di Zelens’kyi e l’Unione Europea. Ma chi realmente è nemico di chi ce lo dice in questi giorni la notizia dei 120 giovani disertori dall’esercito russo che hanno chiesto asilo politico nella Germania di Merz che ovviamente, voi penserete, li ha accolti a braccia aperte. Questo almeno loro si aspettavano, e come dargli torto. E invece il governo tedesco, impegnato a sostenere quello ucraino contro la Russia dell’autocrate Putin, li ha consegnati tutti a quest’ultimo e al loro tremendo destino davanti alla corte marziale! Un fatto che svela impietosamente la vera faccia del potere di qua come al di là del fronte e rende senz’altro attuali le parole di Bertolt Brecht quando scriveva che “Al momento di marciare molti non sanno / che alla loro testa marcia il nemico. La voce che li comanda / è la voce del loro nemico. E chi parla del nemico / è lui stesso il nemico.”
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