Strage via D'Amelio: processo depistaggio riparte con un nuovo collegio

Riparte da Caltanissetta il processo che vede imputati quattro poliziotti del pool “Falcone Borsellino”, accusati di avere depistato le indagini sulla strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992, a Palermo, in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. A guidare il nuovo collegio sarà il giudice Giuseppina Chianetta, subentrata dopo la ricusazione del precedente presidente Alberto Davico da parte dei difensori degli imputati. Lo stesso Davico, l’11 marzo scorso, aveva già avanzato richiesta di astensione dal procedimento. Alla base della ricusazione vi è il ruolo che Davico aveva ricoperto in passato: aveva infatti fatto parte del collegio d’appello che aveva giudicato, per le medesime accuse, altri tre funzionari di polizia – Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo. In quell’occasione, il collegio aveva definito “manipolatoria e depistatoria l’intera attività svolta dal gruppo Falcone e Borsellino”, una valutazione che, secondo la difesa, rischiava di influenzare anche il giudizio nei confronti degli attuali imputati. Sotto processo oggi ci sono Giuseppe Di Gangi, Vincenzo Maniscaldi, Angelo Tedesco e Maurizio Zerilli, accusati di aver contribuito a sviare le indagini su uno degli attentati più gravi della storia italiana recente. Nel corso dell’udienza odierna, il tribunale ha confermato la validità degli atti già compiuti durante l’istruttoria, ma ha allo stesso tempo concesso alle parti un termine fino alla prossima udienza per presentare eventuali nuove richieste.
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