L'Asse mafia-neofascismo, i pentiti: ''Gli estremisti di destra erano come fratelli'' - Chi era Francesco Mangiameli?
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Chi era Francesco Mangiameli?
Francesco Mangiameli, detto “Ciccio”, fu un esponente di spicco dell’estrema destra siciliana, nato a Palermo e morto ammazzato a Roma il 9 settembre 1980. Insegnante di filosofia nei licei di Palermo aveva fatto della militanza politica la sua vita: negli anni ’70 militò inizialmente nel FUAN (organizzazione giovanile del MSI), per poi diventare uno dei principali dirigenti siciliani di Terza Posizione (TP), movimento neofascista fondato da Roberto Fiore, Gabriele Adinolfi e altri, collocato su posizioni più “rivoluzionarie” e movimentiste rispetto al MSI. Nel contesto dell’ordinanza-sentenza del Tribunale di Palermo esaminando, Mangiameli è una figura centrale nel ponte tra NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) e ambienti siciliani (inclusi quelli mafiosi). Fu, come anticipato, tra i principali organizzatori del tentativo di far evadere dal carcere dell’Ucciardone Pierluigi Concutelli. Il piano coinvolgeva sia Terza Posizione che i NAR di Valerio Fioravanti. Secondo le dichiarazioni storiche di Cristiano Fioravanti (fratello di Valerio), Mangiameli avrebbe ospitato più volte a Palermo Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini. I due avrebbero compiuto frequenti viaggi in Sicilia proprio grazie a questi contatti.
Mangiameli fu ucciso poi a Roma il 9 settembre 1980 da un commando dei Nar composto dai fratelli Fioravanti, Francesca Mambro, Giorgio Vale e altri. Secondo le ricostruzioni processuali più accreditate (confermate anche da Cristiano Fioravanti a Falcone), il movente fu duplice: eseguire una rappresaglia per le promesse non mantenute sull’evasione di Concutelli e sugli appoggi in Sicilia e le divergenze strategiche; Mangiameli si sarebbe opposto ad azioni più sanguinarie o a una linea ritenuta troppo “avventurista” dai NAR (in alcuni processi è emerso anche il suo tentativo di frenare la strage di Bologna).













