L'Asse mafia-neofascismo, i pentiti: ''Gli estremisti di destra erano come fratelli'' - Leonardo Messina: contatti mafia-politica in Campania e legame operativo con i Nar
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Leonardo Messina: contatti mafia-politica in Campania e legame operativo con i Nar
Durante l’audizione davanti alla Commissione antimafia, Leonardo Messina, uno dei più importanti collaboratori di giustizia, ha fornito elementi sui collegamenti tra organizzazioni mafiose e mondo politico, limitandosi però a quanto di sua diretta conoscenza nella provincia e nella regione Campania. Il pentito ha raccontato di essere stato inviato a Roma, intorno al 1989, per un’operazione di recupero crediti che lo ha portato a incontrare esponenti dei Nar. Il teste, ascoltato nella seduta di venerdì 4 dicembre 1992 presieduta da Luciano Violante, ha risposto alle domande del presidente e del deputato Pietro Folena. Messina ha premesso di poter parlare solo di fatti di cui è a conoscenza diretta: “Posso parlare dei rapporti con la politica per la mia provincia, per la mia regione. Parlo solo di quello che conosco”. Riguardo ai rapporti con la politica, il collaboratore ha citato la figura di Pippo Calò, e i suoi legami con ambienti politici “anche se non ne sono a conoscenza”; ha poi concentrato l’attenzione sulla realtà campana, confermando l’esistenza di una “decina” di soggetti impegnati in altri settori che intrattengono rapporti con ambienti politici. Sul fronte dei contatti con gruppi eversivi, Messina ha ricostruito un episodio specifico. “Sono stato mandato per espressione dei palermitani ad un contatto con uno dei Nar”, ha dichiarato. L’incarico, ricevuto dal mandamento, riguardava il recupero di 300 milioni di lire a Chianciano Terme per conto di una famiglia palermitana.
Curioso che nessuno dei commissari non abbia approfondito la questione.
Qualcuno aveva ricevuto merce senza pagarla e il gruppo, di cui faceva parte anche Messina, era stato formato per ottenere il saldo. L’operazione si concluse positivamente: “Si è impegnato a pagare. So che ha chiuso”, ha riferito il pentito, confermando che il debito fu saldato. Durante il viaggio a Roma, Messina fu fermato dai carabinieri insieme alla persona che lo accompagnava. Interrogato sulla natura del legame con i Nar, il collaboratore ha precisato che si trattò di un contatto occasionale, organizzato tramite Palermo: “Il contatto non era a San Cataldo, ma era a Palermo”. Alla domanda se fosse l’unico caso di rapporto con appartenenti a un gruppo eversivo, Messina ha risposto: “Per quanto di mia conoscenza, sì”.













