Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

“Il caso Scurati ha mostrato che gli italiani continuano a interpretare il mondo in base a concetti e frasi fatte che risalgono agli anni Sessanta-Settanta. L’Italia non ha bisogno di nuovi giornalisti o conduttori televisivi. Ha bisogno della teoria sociologica. Prima di essere storica, infatti, la questione è teorica. Da dove provengono le dittature durature come il fascismo? Provengono dal basso”. Lo scrive il professore Alessandro Orsini sulle pagine del Fatto Quotidiano, commentando le celebrazioni del 25 aprile e, soprattutto, la nuova minaccia della guerra che mina alla libertà degli Stati.
“Il fascismo ha conquistato prima la società civile e poi le istituzioni politiche. Per salvare le nostre libertà, dobbiamo tematizzare la guerra, non Meloni - si legge -. La Prima guerra mondiale è stata fondamentale nella formazione dello spirito fascista poi divenuto movimento organizzato. È impossibile comprendere il fascismo senza avere prima compreso come la guerra e la vita di trincea cambiarono gli italiani attraverso la normalizzazione della violenza, dell’odio e dell’intolleranza. Allo stesso modo, la guerra in Ucraina e la guerra in Palestina hanno formato un nuovo spirito liberticida che ha conquistato i principali quotidiani e le trasmissioni radiofoniche e televisive”.
Secondo il professore la guerra è tornata a foraggiare in Italia “una nuova etica dell’odio che ritrae il pensiero critico come il ‘nemico interno’” al Paese. “Un tempo, i nemici interni erano i ‘socialisti’; oggi sono i ‘putiniani’ - scrive Orsini -. Nel fascismo del 1922 e nel liberalismo del 2022, il nemico comune è il ‘pacifista’. Con una differenza: nella Prima guerra mondiale, la violenza degli eserciti era visibile al fronte. Nel 2024, invece, si può vedere dappertutto grazie a Internet e alla televisione. Quando l’’utente’ vede le immagini degli ebrei e dei palestinesi massacrati; quando vede russi e ucraini uccidersi tra loro, si ritrova al fronte che produce odio e sete di vendetta”.
Se l’Italia perderà le proprie libertà ciò accadrà con un percorso dal basso, “procedendo dalla società civile verso il governo nazionale con il contributo dei quotidiani e delle trasmissioni radiofoniche che cercano il fascismo fuori di sé anziché dentro di sé”. Un meccanismo intuito da Antonio Gramsci il quale, dopo avere riflettuto sulle società occidentali, “elaborò la sua teoria dell’egemonia culturale, secondo cui il Partito comunista avrebbe dovuto conquistare prima la società civile e poi i palazzi del governo. Anch’egli folgorato dalla guerra, usava metafore militari. E non è detto che i pericoli vengano soltanto da destra. Anche la sinistra ha il proprio odio per il pensiero critico e un forte desiderio di censura, come aveva capito quel maestro di libertà che è Filippo Turati. L’Italia sottovaluta nuovamente il potere della guerra, un potentissimo agente del mutamento storico-sociale”.
Per il professore se l’Italia vuole rimanere un Paese libero, “deve combattere contro le guerre, rimanendo fuori dall’Ucraina e smettendo di dare armi a Netanyahu”. “L’intolleranza e il desiderio di censura rimarranno, ma in forme più attenuate perché la lotta tra pacifisti e interventisti sarà meno fratricida - aggiunge -. Queste guerre stanno restringendo le nostre libertà formando quel desiderio di unanimismo e conformismo tipici dell’autoritarismo”. Le guerre “hanno chiuso molte bocche in Italia. Nell’università italiana, ci sono molte premesse da fare prima di parlare. Nel nuovo autoritarismo, premettere è giurare”, conclude.

Foto © Roberto Pisana

ARTICOLI CORRELATI

Orsini: ''Occidente civiltà sterminatrice. Aiuti all'Ucraina provocheranno altri morti

Orsini: ''Nato si prepara alla guerra contro la Russia. Attacchi atomici sull'Europa’'

Orsini: l'Ucraina crolla e la Nato è in preda al panico

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos