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Si è svolta a Bologna, davanti al “Museo per la Memoria di Ustica” che conserva i resti del relitto del DC9 Itavia, l’inaugurazione del “Muretto di Andrea“. Un muretto dedicato, in occasione del suo compleanno, al giornalista Andrea Purgatori scomparso lo scorso 19 luglio. “Buon compleanno Andrea” è il titolo delle iniziative che si sono tenute il 1° febbraio.
"Buon compleanno papà. Oggi passiamo dalle parole ai fatti, all’interno di un dolore in cui da tempo si è legata anche la nostra famiglia. Anche se non abbiamo ricevuto le risposte che meritiamo, mi emoziona il legame che hai instaurato con i familiari. Noi abbiamo perso un padre, loro un fratello”, ha detto il figlio Edoardo insieme alla sorella Victoria.
Purgatori ha lavorato su Ustica sin dal 27 giugno 1980, quando il Dc-9 Itavia è sprofondato nel mar Tirreno e con lui 81 persone. Dopo la telefonata di un suo amico al controllo aereo di Ciampino, il giornalista ha iniziato a cercare la verità su quella tragedia di respiro internazionale.
La targa dedicata al giornalista permette di rileggere i suoi articoli su Ustica attraverso un qr code.
Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, ha ricordato l’importanza di Andrea Purgatori per i parenti delle vittime “perché ha provato a non farsi fregare. L’importanza di Andrea è anche quella di aver saputo mantenere il dubbio, il tarlo e cercato in tutti i modi di fare emergere la verità”. Purgatori è stato “un amico, un’anima capace ha seguito la sua coscienza. Lui ha indagato e scoperto la verità - ha aggiunto Bonfetti -, quando nessuno ci credeva".
Un omaggio al lascito di un uomo che "attraverso Bologna - e le ferite che ha subito - e i cittadini che hanno ricercato la verità nei tribunali, ha dimostrato che la storia può essere rivalutata”, è stato il tributo del sindaco Matteo Lepore -. “Pur non essendo bolognese, ha incarnato lo spirito di questa città". Una lotta costante "in nome della verità, della democrazia e della dignità e del popolo della Repubblica", ha concluso Lepore.

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