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Pietro Orlandi su La7: “Bisogna capire il ruolo dei servizi segreti, sono spariti dei faldoni del Sismi”

Dopo la notizia del via libera da parte del Senato per la Commissione d’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, entrambe sparite a poche settimane di distanza nel 1983 a Roma e mai ritrovate, in queste ore un’altra notizia ha suscitato l’interesse mediatico che da 40 anni accompagna uno dei casi di sparizione più complicati ed enigmatici di sempre: una lettera anonima recapitata a Radio Cusano Campus il 13 novembre scorso. Si tratterebbe - ha fatto sapere Tag24 - di una missiva scritta al computer e indirizzata a Fabio Camillacci, il giornalista che da tempo segue questa vicenda e che più volte ha ospitato il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, all’interno della sua trasmissione radiofonica “La storia oscura”. Il contenuto della lettera sarà reso noto al momento opportuno, così come stabilito dalla famiglia Orlandi in accordo con la redazione di Radio Cusano Campus, che ha rivolto un appello all’autore della missiva: “Se l’autore della lettera sa dove si trova, si faccia avanti, parli, indichi dov’è che bisogna guardare chiaramente, senza giri di parole, senza rebus”. Intanto, grazie alle uniche informazioni che sono trapelate in queste ore, si è appreso che il nome di Emanuela non è mai stato menzionato all’interno della lettera. Tuttavia, nella busta che contiene la missiva, è stata rinvenuta un’altra busta più piccola, vuota e indirizzata esplicitamente al fratello di Emanuela, con l'intestazione “Alla cortese attenzione di Pietro Orlandi”.

Il ruolo dei servizi segreti
Ospite di Giovanni Floris durante l’ultima puntata del programma televisivo “DiMartedì” (La7), il fratello di Emanuela Orlandi ha commentato l’avvio della Commissione d’inchiesta che avrà il compito di esaminare il materiale e i dati acquisiti in tutti questi anni, sia grazie alle inchieste giudiziarie che a quelle giornalistiche. “Ho sempre avuto fiducia in questa Commissione. Ci sono stati tantissimi problemi perché c’è chi, in qualche modo, ha cercato di frenare questa Commissione - ha sottolineato Orlandi - Però alla fine ho percepito la vicinanza delle istituzioni”. Orlandi ha proseguito precisando che da questa commissione d'inchiesta si aspetta che si possa finalmente approfondire le tantissime questioni poco chiare che si sono susseguite in questi ultimi 40 anni, soprattutto sui rapporti che ci sono stati tra lo Stato Italiano e quello Vaticano. “Due mesi dopo la scomparsa di mia sorella Emanuela, tra la Presidenza del Consiglio e lo Stato Vaticano ci fu un invito rispetto a questo rapimento a non aprire una falla che difficilmente si potrà mai chiudere; quindi, fa capire che già due mesi dopo, bene o male, si sapeva quello che poteva esserci dietro questa storia”. E ancora: “Capire anche il ruolo che hanno avuto i servizi segreti. Addirittura, sono scomparsi dei faldoni del Sismi - ha precisato - che ha seguito questa storia nei rapporti con i vari servizi segreti stranieri che sono entrati in questa vicenda: dallo Sdece (servizi segreti francesi) alla Stasi (servizi segreti ai tempi della Germania Est), fino al Gru (Unione Sovietica). Situazioni poco chiare che non sono mai state approfondite”.

Foto © Imagoecconomica

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