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"Delle persone stanno facendo di tutto per farmi andar via dal magazzino, che mi allontani. Ma io non mi posso arrendere. Prima hanno messo dell'attak nel catenaccio. Poi non vogliono che posteggio la mia auto. Ovviamente ho già avvisato i carabinieri".
E' stanco Bennardo Mario Raimondi, artigiano e ceramista palermitano che dopo quasi cinquant’anni di lavoro, oggi, vive con grandissime difficoltà dopo aver denunciato la mafia.
Agli inizi del 2000, da titolare di un laboratorio, è stato costretto, stritolato dagli usurai ed estortori, a licenziare tutti i suoi dipendenti e poi a vendere tanti dei suoi macchinari. Ha trovato il coraggio di denunciare e oggi si trova nuovamente ad essere oggetto di queste intimidazioni.
"A volte viene voglia di andar via da questa città - ha aggiunto - Questa è la mia vita fatta di disperazione paura intimidazione. Come si fa a vivere tra paura ansie? Non mi pento di aver preso la scelta di denunciare, ma la situazione è snervante. Anche perché ci sono le difficoltà di sempre".
Poi ha proseguito: "Il lavoro è vita, il lavoro è passione. Il lavoro è tutto per un artista. E da questa città non vorrei indifferenza, ma sostegno e risposte adeguate. Altrimenti che messaggio daremmo alle giovani generazioni?".

Foto © Paolo Bassani

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