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Secondo gli inquirenti molta della merce venduta finiva a minorenni. L’operazione è la seconda tranche di quella eseguita a gennaio

Circa 100 Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di Barletta-Andria-Trani - coadiuvati in fase esecutiva da militari dei Comandi Provinciali Carabinieri di Bari e Foggia, con il supporto dei reparti specializzati dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Puglia, dell'11° Reggimento Carabinieri ''Puglia'', del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari e del Nucleo Cinofili di Modugno - a conclusione di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani, hanno dato esecuzione all'ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Trani e dal Gip del Tribunale dei minorenni di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica di Trani e della Procura della Repubblica dei minorenni di Bari, nei confronti di 16 indagati (5 in carcere; 10 agli arresti domiciliari; 1 minore all'epoca dei fatti (collocato in comunità), ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di cessione, offerta in vendita, distribuzione e commercializzazione di sostanze stupefacenti di cui si approvvigionavano a Bari. Predette misure cautelari sono state emesse all'esito dell'operazione denominata ''Restart'', condotta dai militari della Tenenza di Bisceglie, a partire dal gennaio 2023.

Il “gruppo vantava, secondo gli inquirenti, “una spiccata capacità di riorganizzarsi" con un modo di agire "spregiudicato" consistito anche nel dare alle fiamme l'auto di una persona considerata concorrente nello smercio di droga "per far capire chi doveva controllare le piazze di spaccio" di Trani e Bisceglie e fornire droga per lo più a minorenni. Le 16 persone vengono definite così dai carabinieri che questa mattina le hanno arrestate.

L'inchiesta è stata denominata “Restart” proprio "perché gli indagati - ha detto il comandante della compagnia di Trani, il capitano Pasquale Trotta nel corso di una conferenza stampa - hanno avuto la capacità di ripartire e riorganizzarsi dopo gli arresti che nel gennaio scorso hanno dato il via agli approfondimenti investigativi". Sette mesi fa in carcere sono finiti madre e figlio che nella loro abitazione di Bisceglie, nel nord Barese, avevano cocaina, hashish, materiale per il confezionamento delle dosi di droga e ordigni di fabbricazione artigianale. Con il supporto di intercettazioni telefoniche e ambientali, i militari sono risaliti agli altri indagati che erano soliti usare un linguaggio criptato quando telefonicamente, si accordavano su tipo, quantità e luoghi di consegna della droga con i clienti "molti dei quali minorenni", ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri della Bat, il colonnello Alessandro Andrei. Il canale di approvvigionamento dello stupefacente era la città di Bari in quanto "uno degli indagati appartiene al gruppo criminale Capriati egemone a Bari vecchia", ha evidenziato il tenente Paolo Petruccioli della tenenza dei carabinieri di Bisceglie. Lo spaccio avveniva "quotidianamente e più volte al giorno" anche nel carcere di Trani.

"L'introduzione di sostanze stupefacenti nell'istituto di pena è stata in alcuni casi tentata e in una occasione avvenuta eludendo i controlli degli agenti della polizia penitenziaria", ha precisato Andrei aggiungendo che l'attività era controllata "da chi era in cella e che con cellulari illecitamente posseduti gestiva gli affari illeciti". Nel corso delle attività investigative sono state anche denunciate due persone e recuperati complessivamente 270 di grammi cocaina, 55 di hashish e 13 di marijuana.

Foto © Imagoeconomica
   

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