Gio08272015

Last update06:20:55

Back Home Opinioni Politica Il caso Mancino e la richiesta di Salvatore Borsellino

Il caso Mancino e la richiesta di Salvatore Borsellino

  • PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

tranfaglia-n-c-firrarello-webdi Nicola Tranfaglia - 25 luglio 2012
Quel che sta succedendo nella politica italiana sul problema delle ultime trattative tra mafia e Stato (altre ce ne sono state ed è impossibile negarle nella nostra storia plurisecolare) è di sicuro preoccupante per tutti quelli che considerano la costituzione repubblicana un documento fondamentale e imprescindibile per una politica democratica e trasparente.

Due valori che non si possono mettere da parte nel nostro paese dopo quello che è successo tutte le volte (e sono state molte, come è noto) che nel settantennio repubblicano si è tentato di mettere da parte i principi della Carta del 1948 e procedere con la logica del più forte che ha sempre ragione e del debole che deve esser sempre oppresso dalle così dette ragioni di Stato. Chi si è occupato di storia della mafia o dei tentativi di colpo di stato ricorrenti dopo il 1945 non riesce a dimenticare il ripresentarsi di una logica così ottusa e troppe volte al centro dell’azione di apparati dello Stato, e a volte anche di una parte rilevante delle nostre classi dirigenti.
Quel che emerge con sempre maggior chiarezza dal caso Mancino è il fatto che le telefonate tra il consigliere giuridico del Capo dello Stato D’Ambrosio e l’ex presidente del Senato (che ora per fortuna non dovrebbero andar distrutte se la memoria del fratello di Paolo Borsellino sarà accolta dai giudici di Caltanissetta) contengono (o almeno è possibile, che contengano da quello che già sappiamo) notizie importanti e significative su quello che è successo nell’anno fatale delle stragi - il 1992 - tra parlamento e governo dell’epoca e Cosa Nostra, a proposito delle richieste di quest’ultima alle istituzioni politiche italiane per stipulare una tregua nella lotta contro la criminalità organizzata in cambio di precise concessioni. E che proprio Mancino, con altri politici del tempo, tra i quali l’ex ministro della Giustizia Conso, possa esser  stato il protagonista, o uno dei protagonisti di uno scambio nel quale sarebbero entrati - non si sa ancora in quale momento - altri personaggi politici di vario colore. E  qui fatalmente il pensiero va all’altra inchiesta in corso a Palermo sul passaggio di milioni di euro tra l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il senatore Marcello Dell’Utri.
Qui siamo, naturalmente, di fronte ancora a mere ipotesi che richiedono una documentazione, che oggi è ancora inaccessibile.
Ma alcuni elementi significativi emergono già dai dati a disposizione e mi limito qui ad elencarli in attesa che lo svolgimento dei processi in corso possa apportare elementi di novità su una materia troppo importante per il nostro paese da restare segreta o essere distrutta pregiudizialmente. In questo senso l’appello che sentiamo di rivolgere, e che vorremmo che  anche altri soggetti potrebbero indirizzare al parlamento.
Il primo punto è che la richiesta di Salvatore Borsellino di conservare e far consultare alle parti interessate le telefonate del 1992 è sacrosanta e merita di esser sostenuta da tutti i mezzi di comunicazioni autonomi e indipendenti.
Il secondo è che l’eventuale (e oggi ipotizzabile) solidarietà tra esponenti di forze politiche diverse e magari divergenti per salvare i protagonisti del patto tra mafia e Stato negli ultimi venti anni sarebbe grave e inaccettabile se si vuole effettivamente salvare i principi della costituzione repubblicana.
Il terzo è che gli italiani hanno diritto di sapere che cosa è veramente successo e chiedono che i processi in corso vadano avanti e si concludano in tempi accettabili.
Da questo punto di vista, ed è l’ultimo aspetto da segnalare, una situazione politica come quella attuale non appare la più adatta a garantire le condizioni richieste.

Foto © Samuele Firrarello

Le recensioni di AntimafiaDuemila

Sebastiano Ardita

CATANIA BENE

C'è un modello alternativo a...

Giulietto Chiesa

È ARRIVATA LA BUFERA

All’indomani dei tragici fat...

Gabriele Paradisi, Rosario Priore

LA STRAGE DIMENTICATA

Una strage impunita, una strag...

Francesco Vitale, Piero Melati

VIVI DA MORIRE

Palermo, a metà degli anni '8...

Rita Di Giovacchino

STRAGI

Introduzione di Luca Tescaroli...

Marco Travaglio

SLURP

Ecco perché l’Italia non è...

Simona Della Croce

IO SONO PEPPINO

Peppino Impastato è oggi uno ...

Stefania Pipitone

''L'ORA'' DELLE BATTAGLIE

La storia di un glorioso giorn...

LIBRI IN PRIMO PIANO

collusi-lppNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia


quarantanni-di-mafia-agg
Saverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA

Storia di una guerra infinita
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa


apalermo-homeLuciano Mirone

A PALERMO PER MORIRE
I cento giorni che condannarono
il generale Dalla Chiesa




la-mafia-non-lascia-tempo-homeGaspare Mutolo con Anna Vinci

LA MAFIA NON LASCIA TEMPO
Vivere, uccidere, morire, dentro a Cosa Nostra. Il braccio destro di Totò Riina si racconta

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie. Cookie Policy.