Mer04162014

Last update07:39:43

La cittadinanza onoraria a Salvatore Borsellino

  • PDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

cons-targa-salvatore-bigUn giusto riconoscimento ad un uomo che cerca la verità sulla strage di via D’Amelio
di Susanna Crispino - 15 luglio 2012 - FOTO
Dal 13 luglio 2012 Salvatore Borsellino è Cittadino Onorario della città di Napoli. A conferire il titolo è stato il Sindaco Luigi De Magistris durante una cerimonia che si è svolta presso la Sala della Giunta del comune di Napoli, presenziata anche dal procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia. "I veri amici si vedono nei momenti di difficoltà e Salvatore è un vero amico per me".

Così esordisce il Primo Cittadino con una frase apparentemente semplice ma che racchiude l'intensità di un legame affettivo e di condivisione di battaglie e speranze. L'amicizia tra Salvatore e Luigi è infatti nata in un periodo estremamente difficile sotto il profilo professionale per Luigi De Magistris, periodo di delegittimazioni, prima, di allontanamento dalla magistratura, poi. Luigi De Magistris non è stato ucciso con il tritolo, ma con il tritolo della carta da bollo, come afferma lui stesso. "Il tritolo della carta da bollo fa ancora più male alla società perchè aumenta l'indifferenza e la disinformazione, mentre il tritolo delle stragi del '92 ha generato rabbia e reazione della società civile". foto-borsellino-napoliE' per la vicinanza ricevuta da Salvatore e per l'impegno da lui stesso profuso negli ultimi anni che il sindaco De Magistris ha deciso di conferirgli il titolo di cittadino onorario. "Salvatore Borsellino è la dimostrazione vivente di come la rabbia e l'indignazione siano energie positive" afferma il Sindaco mentre consegna la targa e la pergamena simboli della cittadinanza onoraria.
targa-bigSalvatore accoglie quella targa con un bacio visibilmente commosso e dichiara di aver sempre amato la città di Napoli e la sua cultura. Sin da giovane ascoltava Roberto Murolo e amava le novelle di Salvatore di Giacomo. I dischi di Roberto Murolo gli furono regalati dall'attuale moglie, allora fidanzata, e li ascoltava assieme a Paolo durante i loro cenacoli, nei rioni popolari della Vetriera, che gli ricorda tanti rioni di Napoli. "Amo Napoli perchè è come Palermo: è una città bellissima, si riesce a scorgere la sua bellezza nonostante le brutture che l'hanno deturpata. Per me Napoli rappresenta il sogno di Palermo, quello che vorrei vedere di Palermo - città che desidero ma che al contempo mi respinge - ma forse riesco a guardarla con questi occhi solo perchè non ho targa-salvatore-bigvissuto qui." Salvatore ripercorre i momenti successivi alla morte di suo fratello, il suo impegno nella società civile così diverso da quello attuale quando non aveva capito cosa voleva dire Paolo l'ultimo giorno della sua vita quando scrisse in una lettera che era ottimista perchè vedeva che, nei confronti della criminalità mafiosa, i giovani avevano un'attenzione ben diversa dalla colpevole indifferenza che lui mantenne sino ai 40 anni. "C'era tutto in quelle parole e io non l'avevo capito. Quando tra qualche anno andrò a trovare Paolo potrò dirgli che ho capito qual era il suo Sogno: la sua era una speranza nei giovani. Ed io nei giovani fondo la mia speranza. Nei giovani e in quei magistrati coraggiosi che ostinatamente cercano la verità". Conclude il suo intervento con un omaggio alla cittadinanza appena ricevuta, recitando una delle più belle poesie di Salvatore di Giacomo "Pianefforte e' notte". Intervengono anche i magistrati della DDA di Palermo che indagano sulla Trattativa Stato-mafia, Antonio Ingroia e Nino Di Matteo, l'uno presente alla cerimonia, l'altro in collegamento da Roma. "E' una circostanza emozionante, oltre che solenne e storica, perchè Salvatore ha rappresentato in questi anni non soltanto il fratello di Paolo, ricordandoci il rimpianto del grande Uomo che abbiamo perso, ma anche perchè la sua forza ed energia ci hanno fatto ritrovare la speranza. Noi abbiamo trovato nell'impegno di Salvatore e dei suoi ragazzi delle Agende Rosse, uno sprone in più. Credo che la scelta del sindaco di Napoli sia un fatto importante, dimostra che ci sono Istituzioni che sanno da che parte stare" , afferma il procuratore Ingroia.salvatore-gruppo-big Stesse parole di stima e riconoscenza sono espresse anche dal procuratore Di Matteo, in collegamento video da Roma "Di Salvatore voglio ricordare che lui con i suoi ragazzi delle Agende Rosse, costituiscono lo stimolo più autentico per noi. Tutti i cittadini devono avere a cuore la ricerca della verità, pretendendo che si faccia di tutto per accertare ciò che è rimasto oscuro."

Foto © Wrong web radio

Le recensioni di AntimafiaDuemila

Riccardo Guido, Sergio Riccardi

SALVO E LE MAFIE

Salvo, ragazzino palermitano, ...

Alex Zanotelli

SOLDI E VANGELO

Lettura attualizzata e sferzan...

Francesca Viscone

LA GLOBALIZZAZIONE DELLE CATTIVE IDEE

I meridionali sono tutti mafio...

Maria Antonietta Calabrò

LE MANI DELLA MAFIA

Trent'anni di silenzi, mancate...

Luciano Mirone

UN ''SUICIDIO'' DI MAFIA

Viterbo, ore 11:00 del 12 febb...

Paolo De Chiara

IL VELENO DEL MOLISE

Servivano le dichiarazioni del...

Caterina Chinnici

E' COSI' LIEVE IL TUO BACIO SULLA FRONTE

Il 29 luglio 1983 la mafia fa ...

Agnese Piraino Borsellino, Salvo Palazzolo

TI RACCONTERO' TUTTE LE STORIE CHE POTRO'

In quei giorni ero contesa da ...

Pietro Grasso

LEZIONI DI MAFIA

Descrizione di "LEZIONI DI MAF...

Enza Galluccio

IL BOATO

Un percorso storico-politico c...

LIBRI IN PRIMO PIANO

quarantanni-di-mafia-aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA

Storia di una guerra infinita
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa


la-verita-del-pentitoGiovanna Montanaro

LA VERITA' DEL PENTITO

Le rivelazioni di Gaspare Spatuzza sulle stragi mafiose



assedio-alla-toga-web
Nino Di Matteo e Loris Mazzetti

ASSEDIO ALLA TOGA

Un magistrato tra mafia, politica e Stato



apalermo-homeLuciano Mirone

A PALERMO PER MORIRE
I cento giorni che condannarono
il generale Dalla Chiesa




la-mafia-non-lascia-tempo-homeGaspare Mutolo con Anna Vinci

LA MAFIA NON LASCIA TEMPO
Vivere, uccidere, morire, dentro a Cosa Nostra. Il braccio destro di Totò Riina si racconta