Mar09022014

Last update12:34:11

Back Home Terzo Millennio Crisi Exxon Mobil in gara per il petrolio afghano

Exxon Mobil in gara per il petrolio afghano

  • PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

petroliodi A.T. - 13 luglio 2012
Entro il prossimo 31 ottobre, un ristretto gruppo di compagnie petrolifere presenterà al governo afghano le proprie migliori offerte per lo sfruttamento di sei aree di prospezione nell'area nord-occidentale del cosiddetto bacino Afghan Tajik dove si suppone possano trovarsi, secondo studi risalenti addirittura al periodo di occupazione sovietica, centinaia di milioni di barili di petrolio, forse più di un miliardo.

Si tratta principalmente di compagnie mediorientali, come la Kuwait Energy, la turca TPAO, la Dragon Oil (Dubai), la Pakistan Petroleum, ma non mancano nemmeno la tailandese PTT e la brasiliana Petra Energia.
Forse, però, l'elemento più rilevante è che nella lista dei colossi petroliferi invitati dal governo afghano compare la Exxon-Mobil americana, la cui presenza non può non far pensare al costante tentativo del Pentagono di attrarre investimenti nel Paese distrutto da oltre trent'anni di conflitti: nel 2010 una speciale Task Force for Business and Stability Operations affermava in un suo rapporto che in Afghanistan si troverebbero petrolio e minerali per oltre mille miliardi di dollari di valore.
Ma non ci sono nemmeno dubbi sul fatto che la presenza di una delle maggiori compagnie petrolifere Usa è anche una risposta all'unico precedente accordo realizzato dal governo afghano sullo sfruttamento delle proprie risorse petrolifere: una concessione alla joint venture fra la Chinese National Petroleum ed il gruppo afghano Watan, di proprietà di familiari del presidente Hamid Karzai, accordo che non può certo aver fatto piacere agli Usa.
Di recente, proprio questo accordo è stato anche oggetto di una polemica negli Usa, quando lo scorso giugno Dana T. Rohrbacher, deputato repubblicano, ha inviato una lettera al Dipartimento di Stato ed al Pentagono per chiedere un'inchiesta sul ruolo svolto nella vicenda dalla già ricordata Task Force for Business and Stability Operations.
Come si vede, guerra e affari, nonostante il fallimento politico-militare alleato in Afghanistan, continuano a procedere di pari passo.

Tratto da: clarissa.it

Le recensioni di AntimafiaDuemila

Marco Travaglio

E' STATO LA MAFIA

“Perché avvelenarci il fega...

Carlo Ruta

PIO LA TORRE LEGISLATORE CONTRO LA MAFIA

L’impegno parlamentare di Pi...

Giuseppe Casarrubea

PIANTARE UOMINI

Giuseppe Casarrubea ricostruis...

Antonio G. D’Errico

CAMORRA

Un ritratto spietato e crudo d...

Carlo Ruta, Jean-François Gayraud

COLLETTI CRIMINALI

La «mano invisibile», regola...

Salvatore Mugno

QUANDO FALCONE INCONTRÒ LA MAFIA

“Mi sono fatto le ossa a Tra...

Corrado De Rosa

LA MENTE NERA

Aldo Semerari. Tra i più impo...

Anna Vinci

LA P2 NEI DIARI SEGRETI DI TINA ANSELMI

"Torniamo ai fatti."  Edmund...

Riccardo Guido, Sergio Riccardi

SALVO E LE MAFIE

Salvo, ragazzino palermitano, ...

Alex Zanotelli

SOLDI E VANGELO

Lettura attualizzata e sferzan...

LIBRI IN PRIMO PIANO

quarantanni-di-mafia-aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA

Storia di una guerra infinita
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa


la-verita-del-pentitoGiovanna Montanaro

LA VERITA' DEL PENTITO

Le rivelazioni di Gaspare Spatuzza sulle stragi mafiose



assedio-alla-toga-web
Nino Di Matteo e Loris Mazzetti

ASSEDIO ALLA TOGA

Un magistrato tra mafia, politica e Stato



apalermo-homeLuciano Mirone

A PALERMO PER MORIRE
I cento giorni che condannarono
il generale Dalla Chiesa




la-mafia-non-lascia-tempo-homeGaspare Mutolo con Anna Vinci

LA MAFIA NON LASCIA TEMPO
Vivere, uccidere, morire, dentro a Cosa Nostra. Il braccio destro di Totò Riina si racconta