Con documenti e sentenze, Nocentini racconta gli anni novanta
28 maggio 2012
Firenze. La storia d'Italia raccontata attraverso 'le trattative' e le autobombe mafiose del 1993-1994: dal fallito attentato a Costanzo alla mancata strage dell'Olimpico. Il resoconto di un periodo «che può essere paragonato ad altre fasi che hanno fatto da spartiacque negli ultimi sessant'anni, come il fascismo e la guerra di Liberazione» lo ha scritto il giornalista fiorentino Francesco Nocentini, all'epoca cronista de 'La Città' e de 'Il Tirreno', oggi addetto stampa del Comune di Firenze. Il libro «Storia d'Italia in sette stragi. La campagna di Cosa Nostra per ricattare lo Stato» (ed FirenzeLibri, 378 pagine, 13,90 euro) è stato presentato in occasione del 19/o anniversario della Strage di via Dè Georgofili, del 27 maggio 1993, alla presenza del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso e del procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi che, con i magistrati Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini, indaga sulle stragi del 1993. Il racconto di Nocentini si sviluppa su una mole impressionante di documenti - puntualmente citati in 469 note che occupano 150 pagine - che vanno dagli atti giudiziari, come sentenze e resoconti processuali, alle relazioni delle commissioni parlamentari antimafia, passando dai libri di storici e studiosi ai resoconti giornalistici. Le stragi, scrive Nocentini nelle conclusioni, «le ha progettate e le ha eseguite Cosa Nostra, se restiamo alle sentenze. Ma ci sono stati dei ricatti in quel lontano 1992, ci sono stati dei patti a cavallo fra il 1993 e il 1994. In questo triennio della storia della Repubblica, mentre esplodevano le bombe e morivano innocenti, rappresentanti dei poteri legittimi sedevano allo stesso tavolo con quelli dei poteri occulti».
ANSA















