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LIBRI DI CASA NOSTRA N23

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FALCONE BORSELLINO
MISTERO DI STATO

Enrico Bellavia – Salvo Palazzolo

E’ ancora da percorrere l’itinerario dei misteri che circonda la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Dieci anni dopo, i mafiosi che hanno eseguito gli eccidi del ’92 – ’93 sono in galera. Non lo sono i beneficiari di quella stagione di sangue e orrore: i nuovi padrini, tornati a dettare legge, e i misteriosi complici rimasti senza nome.
Sono i mandanti occulti delle stragi: le loro tracce, emerse nel corso di indagini e processi, vengono raccolte per la prima volta in questo libro, che le documenta attraverso atti giudiziari e materiali inediti. Massoni, neofascisti, esponenti dei servizi segreti: Totò Riina consultò e incontrò persone importanti, discusse a lungo delle molte possibilità che la fine della prima repubblica offriva. Per cercare nuovi referenti politici, propose una trattativa a suon di tritolo, fece anche un partito tutto suo muovendosi tra mille sigle dell’arcipelago indipendentista del Sud, ma poi ne decretò la fine quando già era nata Forza Italia. In Parlamento, ormai, sedevano uomini che forse don Totò non ha mai incontrato personalmente ma dei quali, certamente, molti gli avevano parlato benissimo.
Edizioni della Battaglia
Euro 10.00




OLTRE IL BUIO
Dopo Capaci, via D’Amelio e gli orrori di Cosa Nostra
Rosaria Schifani – Felice Cavallaro

La ferita della mafia, l’impasto con i potenti, depistaggi, omissioni ed imposture sono gli elementi di una storia centrata, dieci anni dopo la strage di Capaci, sulla figura di Rosaria Schifani, la vedova di uno dei tre agenti di scorta caduti con Giovanni Falcone e Francesca Morvillo il 23 maggio 1992. Fu lei, colpita a 22 anni da Cosa Nostra, a scuotere il cuore di tutti (e di qualche mafioso) nel giorno dei funerali, quando dal pulpito chiese ai boss di pentirsi.
L’opera si sviluppa fra storia e cronaca, dal dopoguerra ad oggi, in un confronto serrato con numerosi familiari di vittime della mafia, nel ricordo di uomini caduti per lasciare un mondo più giusto rispetto a quello in cui vissero e morirono.
Da Falcone a Paolo Borsellino, da Gaetano Costa a Cesare Terranova, da Piersanti Mattarella a Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rocco Chinnici e così via. Dai disastri della mafia a quelli del terrorismo. Con Rosaria che trema per la devastazione dell’11 settembre, per i drammi del pianeta, per l’attacco dei nuovi brigatisti contro Marco Biagi.
Un viaggio verso la verità e, infine, un bilancio amarissimo per spiegare a chi non sa, ad un figlio, ai nostri figli, che cosa accadde e che cosa accade. Contaminazione indispensabile perché non risulti vano il sacrificio di tanti innocenti, per costruire la speranza dei giusti, per illuminare un mondo in cui i mafiosi appaiono a Rosaria come “fantasmi destinati a muoversi nel buio”.
Rubbettino
Euro 8,00



PIO LA TORRE
Un comunista romantico
Cesare De Simone

Pio La Torre nasce il 24 dicembre 1927 da una famiglia contadina di Altarello di Baida, una borgata di Palermo. Giovanissimo, svolge attività politica organizzando l’occupazione delle terre nel 1950, dirigendo la Camera confederale del lavoro (1952-1958) e sedendo nel Consiglio comunale di Palermo (1952-1966). Segretario regionale della Cigl (1959) e del Pci siciliano (1962), viene eletto all’Assemblea regionale nel 1963. Nel 1969 viene chiamato a Roma alla Direzione comunista come responsabile della Sezione agraria e meridionale e dal XV congresso fa parte della segreteria. Eletto al Parlamento nel 1972, partecipa ai lavori della Commissione antimafia e alla redazione della Relazione di minoranza. Collabora assiduamente a L’Unità, L’Ora, Rinascita, Critica marxista. Tornato in Sicilia nel 1981 come segretario regionale, si fa promotore di una campagna contro l’installazione dei missili Cruise nella base di Comiso. Il suo progetto di legge che introduceva il reato di associazione mafiosa e il controllo sui patrimoni, rimuovendo il tabù del segreto bancario, verrà approvato dopo la sua morte (legge Rognoni – La Torre, 13 settembre 1982, n. 646). Lotta politica e sindacale, impegno antimafia e pacifista, costituirono le ragioni della sua vita e della sua morte. Viene ucciso la mattina del 30 aprile 1982, insieme al suo autista Rosario Di Salvo.
Editori Riuniti
Euro 12,00 



NEL CUORE DEI CORALLI
Peppino Impastato, una vita contro la mafia
di Salvo Vitale

Edita da Rubbettino, è uscita la seconda edizione del libro di Salvo Vitale Nel cuore dei coralli, con il sottotitolo Peppino Impastato: una vita contro la mafia.
Rispetto alla prima edizione del ‘95, già da tempo esaurita, il libro è stato quasi interamente rivisto e integrato con un centinaio di pagine nuove: di particolare interesse una postfazione di Umberto Santino, nella quale si analizza  la lacerazione interiore di Peppino Impastato in rapporto alla sua rottura con l’ambiente mafioso familiare di provenienza e il significato psicologico delle sue scelte politiche.
Sono pubblicati, in un’apposita appendice, una serie di documenti, in gran parte inediti, relativi all’attività politica e culturale di Peppino Impastato, sia in rapporto ai tentativi di organizzazione dei disoccupati, sia in rapporto ai momenti di cultura alternativa offerti a Cinisi dal Circolo “Musica e Cultura”.
Aggiornate al febbraio 2002 le iniziative promosse  negli ultimi anni, compresa una scheda sul film I cento passi, la cui sceneggiatura è stata in gran parte ispirata proprio dal contenuto di questo libro: del resto il Salvo amico di Impastato, che fa il discorso finale a Radio Aut, interpretato nel film da Claudio Gioè, è l’autore stesso del libro.
Particolare spazio occupa lo sviluppo della vicenda processuale, con una scheda dedicata ai possibili assassini, indagati e no, e una ai depistatori, cioè a tutti coloro , magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine, che cercarono di orientare le indagini sull’omicidio sull’ipotesi del suicidio o dell’attentato terroristico, come recentemente riconosciuto nell’inchiesta condotta dalla Commissione Parlamentare Antimafia.
 La documentazione fotografica pubblicata riproduce le varie fasi della vita e delle esperienze politiche di Peppino Impastato e alcuni momenti delle manifestazioni organizzate dopo la sua morte.
Un capitolo a parte è dedicato alla guerra di mafia che ha opposto i badalamentiani “guanti di velluto”, come li chiamava Mario Francese, ai “corleonesi” di Totò Reina, con una lista dell’impressionante numero di delitti di mafia consumati dagli anni ’80 ai nostri giorni, in un territorio, Cinisi, che ancora oggi recita un ruolo importante nel contesto dei nuovi equilibri mafiosi, se si pensa che Pino Lipari, già individuato da Peppino Impastato come uomo di “Cosa Nostra”, è stato recentemente arrestato con tutto il suo nucleo familiare, come  prestanome e curatore degli affari di Bernardo Provenzano, la cui moglie, Saveria Palazzolo, è di Cinisi.
 Il libro rappresenta anche una breve storia della nuova sinistra in Sicilia e dei tentativi d’analisi e d’interpretazione da essa condotti nei confronti della mafia.
Rubbettino
Euro 15,50




A MARGINE
Sei racconti
Le mappe di Itaca
Un progetto di Claudio Fava

Scrivere non è bella calligrafia ma esercizio di sguardi. Senza il rischio e la voglia di guardare oltre la soglia della nostra esperienza, non avremmo scritture ma semplici riepiloghi. In bella calligrafia ma pur sempre noiosi e prevedibili come tutti i riepiloghi. A Margine invece raccoglie sguardi. A volte duri, a volte lievi. A volte solo accennati. Scrutano oltre: e quell’oltre diventa scrittura. La loro scrittura: sei racconti.
Li abbiamo allevati, questi racconti, durante le molte settimane del nostro laboratorio; li abbiamo visti crescere liberandosi un po’ per volta della bella calligrafia. Li abbiamo spogliati di ogni mitezza. E adesso ve li proponiamo, in questa pagina raccolta di scritture che non vuole essere rivista patinata né editoria di nicchia. A Margine è piuttosto un gesto, un appello alle vene aperte di una scrittura siciliana che non conosciamo ancora ma che esiste. E pulsa. E fatica a trovare brecce per venire fuori senza deformarsi in compitino scolastico, in disciplinato giornalismo, in poesia un tanto al rigo.
Infine. A Margine non è un tentativo: è un fatto. Una scelta di voci, non solo siciliane. Consideratelo un primo gesto: che adesso ne pretende altri.
Claudio Fava
Edito da Euronos
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